Il monitoraggio della Fondazione Gimbe sull’attuazione della Missione Salute del Pnrr evidenzia un forte ritardo della Calabria nello sviluppo della sanità territoriale. Su 63 case di comunità programmate, soltanto due risultano avere almeno un servizio attivo, pari al 3,2%, un dato nettamente inferiore rispetto alla media nazionale che si attesta al 45,5%. Numeri che fotografano una situazione di criticità nell’attuazione delle riforme previste, con tempi che rischiano di compromettere gli obiettivi fissati a livello nazionale ed europeo.

Ospedali di comunità e fascicolo sanitario, indicatori sotto la media
Il quadro resta problematico anche per quanto riguarda gli ospedali di comunità. Dei 20 previsti in Calabria, solo uno risulta parzialmente operativo, pari al 5%, contro una media italiana del 27%. Anche sul fronte della digitalizzazione sanitaria emergono ritardi: nel fascicolo sanitario elettronico regionale sono disponibili 13 tipologie di documenti su 20 previste, leggermente sotto la media nazionale. Ancora più rilevante il dato relativo all’utilizzo da parte dei cittadini: solo il 2% ha espresso il consenso alla consultazione dei propri dati, a fronte di una media italiana del 44%.

Ritardi e rischi sulla realizzazione della riforma sanitaria
Secondo la Fondazione Gimbe, i risultati raggiunti evidenziano criticità che continuano a rallentare la riforma dell’assistenza territoriale. Il monitoraggio punta a offrire un quadro oggettivo dello stato di avanzamento e a richiamare l’attenzione su possibili conseguenze legate ai ritardi accumulati. In particolare, viene segnalato il rischio che le difficoltà operative possano incidere sulla rendicontazione finale prevista entro il 30 giugno, mettendo in discussione l’efficacia complessiva degli interventi programmati.