Caro carburanti, camion fermi in tutta la Calabria: 15 presidi e vertice in Prefettura
Seconda giornata di mobilitazione degli autotrasportatori contro il caro gasolio. Tir parcheggiati lungo le principali arterie regionali, dal porto di Gioia Tauro all'Autostrada A2. Fedralog convocata dal prefetto di Catanzaro Clemente Di Nuzzo. Alla

Non si ferma la protesta degli autotrasportatori calabresi contro il caro carburanti. Per il secondo giorno consecutivo, decine di mezzi pesanti sono rimasti parcheggiati lungo le principali arterie della regione, nell'ambito della mobilitazione proclamata da Fedralog, la Federazione regionale della logistica, per denunciare l'aumento dei costi del carburante e le difficoltà economiche che interessano il settore. I presidi, complessivamente quindici, sono stati attivati in punti strategici della viabilità regionale, dal porto di Gioia Tauro agli svincoli dell'Autostrada A2, fino alle principali strade statali che collegano i territori calabresi. I camion sono rimasti fermi anche durante la notte, dando continuità a una mobilitazione che punta a richiamare l'attenzione delle istituzioni sulla sostenibilità economica del trasporto merci. Nonostante la presenza dei mezzi pesanti, non si sono verificati veri e propri blocchi della circolazione. La protesta ha comunque provocato rallentamenti e disagi al traffico, soprattutto nei pressi delle aree interessate dai presidi.
Fedralog convocata in Prefettura a Catanzaro
La mobilitazione arriva ora a un primo momento di confronto istituzionale. Per la mattinata è stata infatti convocata una riunione in Prefettura a Catanzaro, su iniziativa del prefetto Clemente Di Nuzzo, alla quale è stata invitata una rappresentanza di Fedralog. L'incontro rappresenta un passaggio importante per comprendere quali possano essere le possibili risposte alle richieste degli autotrasportatori e se esistano le condizioni per un allentamento della protesta. «Stiamo andando all'incontro e vediamo che cosa viene fuori», ha dichiarato all'ANSA Mario Pansini, coordinatore di Fedralog, prima del confronto con il prefetto. Al centro della mobilitazione resta l'aumento del costo del gasolio, una voce di spesa particolarmente rilevante per le imprese dell'autotrasporto, che rischia di incidere sui margini economici delle aziende e sulla sostenibilità dei servizi. Gli sviluppi dell'incontro in Prefettura potrebbero quindi risultare determinanti per le successive decisioni dell'organizzazione.
Da Gioia Tauro all'A2, quindici presidi lungo le principali arterie
La protesta interessa diversi punti nevralgici della rete dei trasporti calabrese. Tra le aree coinvolte figurano gli accessi al porto di Gioia Tauro, infrastruttura strategica per la movimentazione delle merci, e gli svincoli dell'Autostrada del Mediterraneo, principale collegamento stradale della regione. I quindici presidi, distribuiti da nord a sud, hanno visto i mezzi pesanti sostare ai margini della carreggiata, senza interrompere completamente il transito degli altri veicoli. Una modalità di protesta che consente agli autotrasportatori di mantenere alta l'attenzione sulle proprie rivendicazioni, pur evitando la chiusura totale delle vie di comunicazione. Restano tuttavia i disagi per gli automobilisti, costretti in alcuni tratti a fare i conti con rallentamenti e una circolazione meno scorrevole.
Anche gli agricoltori al fianco dei camionisti, presidio sulla Statale 106
Alla mobilitazione degli autotrasportatori si affianca quella degli agricoltori, che da giorni denunciano le conseguenze del caro carburante sulle attività produttive. In diversi territori calabresi, i rappresentanti di movimenti agricoli autonomi hanno organizzato propri presidi, manifestando solidarietà ai camionisti e condividendo le preoccupazioni per l'aumento dei costi. Uno dei punti di protesta è stato attivato lungo la Strada statale 106, nel territorio di Corigliano-Rossano, dove gli agricoltori hanno dato vita a una mobilitazione autonoma. La presenza contemporanea delle due categorie evidenzia come la questione del caro carburante interessi settori differenti ma strettamente collegati tra loro. Per gli agricoltori, il gasolio rappresenta una risorsa indispensabile per l'utilizzo dei mezzi agricoli e lo svolgimento delle lavorazioni nei campi. Per gli autotrasportatori, invece, costituisce uno dei principali costi necessari a garantire la movimentazione delle merci. Entrambi i comparti segnalano quindi difficoltà che rischiano di ripercuotersi sull'intera filiera produttiva e commerciale.
Attesa per l'esito del confronto, la protesta continua
La seconda giornata di presidi si svolge in un clima di attesa per l'esito dell'incontro convocato in Prefettura. La mobilitazione ha coinvolto i principali collegamenti regionali, senza arrivare a un'interruzione totale del traffico, ma rendendo evidente il malcontento di una categoria che chiede risposte sul costo del carburante. L'affiancamento degli agricoltori amplia inoltre il fronte della protesta, portando al centro dell'attenzione le difficoltà comuni a due settori fondamentali per l'economia calabrese. Il prossimo passaggio sarà l'esito del confronto tra Fedralog e il prefetto Clemente Di Nuzzo, dal quale potrebbero emergere indicazioni sulle prospettive della mobilitazione e sulle possibili iniziative istituzionali. Nel frattempo, i presidi restano il segnale più visibile di una protesta che attraversa la Calabria e che chiede interventi concreti per affrontare il peso crescente dei costi energetici sulle attività produttive.
Studenti di Corigliano con gli agricoltori
Un corteo pacifico di studenti, cittadini e agricoltori sta attraversando le vie principali dell'area urbana di Corigliano a Corigliano Rossano. Mentre il presidio degli agricoltori, che protestano da giorni contro il caro carburante, rimane sulla strada statale 106 Jonica nei pressi della rotatoria di Santa Lucia a Corigliano, studenti, liberi dalla scuola di sabato, e cittadini stanno manifestando nel centro di Corigliano con in testa i trattori. Un chiaro segno da parte degli agricoltori che non intendono fermarsi se non ci saranno risposte concrete da parte del Governo sul caro vita.