De Cicco e Orrico
De Cicco e Orrico

«Nun c'è bisogno 'a zingara p'andiviná...», recita un verso della celebre canzone napoletana Comme facette mammeta. Tradotto in italiano: «Non c'è bisogno della zingara per indovinare...». Per indovinare il futuro, naturalmente. E nel caso di Giovanni Gianluca Orrico non servono né carte, né fondi di caffè, né sfere di cristallo. Bastava ascoltarlo parlare bene di Franz Caruso, lodare il lavoro della sua amministrazione e sostenere che sul tavolo non c'era alcuna candidatura a sindaco di Francesco De Cicco. Ora Orrico lascia i Democratici Progressisti Meridionalisti, il movimento che ha contribuito a fondare e del quale è tesoriere, ma non annuncia alcuna rinuncia all'incarico di assessore. E il DPM, attraverso il presidente Francesco Intrieri, gli risponde con un comunicato che demolisce la sua versione della rottura, gli ricorda le appena 60 preferenze raccolte alle elezioni e attribuisce la sua scelta a ragioni di tornaconto personale.

La replica del DPM: «Nessuna motivazione politica»

Questo il testo integrale del comunicato: Democratici Progressisti Meridionalisti (DPM): «Nessuna motivazione politica. Orrico avrebbe dovuto correttamente rimettere il proprio incarico nelle mani del Sindaco»

La regola aurea della comunicazione imporrebbe spesso di non replicare a notizie prive di reale fondamento politico, ma il diritto alla verità e il rispetto verso i cittadini meritano assoluta chiarezza.

A nome del movimento Democratici Progressisti Meridionalisti, interviene il presidente Francesco Intrieri in merito alle dimissioni e alle dichiarazioni rese da Gianluca Orrico.

Gli incontri politici e le contestazioni alla versione di Orrico

Le motivazioni addotte da Orrico appaiono surreali e stridono fortemente con i fatti. Gianluca Orrico era perfettamente a conoscenza delle valutazioni e del percorso che il partito stava maturando. Non solo: ha partecipato attivamente agli incontri politici fino a pochi giorni fa — l’ultimo dei quali tenutosi in un confortevole appartamento e non certo in un magazzino cittadino — trovandosi pienamente concorde sulle linee guida.

Le 60 preferenze e la nomina ad assessore

Lo stesso Orrico deve molto a De Cicco e al partito tutto. Non va dimenticato che è diventato assessore esterno pur avendo raccolto, nella competizione elettorale con la lista Popolo Partite IVA, appena 60 preferenze.

La richiesta di dimissioni dall'incarico in Giunta

La verità è che la mossa odierna di Orrico appare avventata, sconsiderata e priva di qualsiasi reale fondamento politico. Se davvero, come sostiene nella sua nota, a muoverlo fosse la coerenza, Orrico avrebbe dovuto correttamente rimettere il proprio incarico nelle mani del Sindaco, dato che si tratta di un ruolo ottenuto esclusivamente grazie alla spinta e alla fiducia del gruppo Democratici Progressisti Meridionalisti che oggi non lo sostiene più.

Oggi Orrico si dimette dal partito e da tesoriere, ma dimentica di dimettersi da assessore. Restare abbarbicato alla poltrona sottende a considerazioni di tornaconto del tutto personali: di politico in questa scelta non c'è assolutamente nulla.

Il peso elettorale e le prossime consultazioni

Ci chiediamo: con quale forza politica e con quale rappresentanza intende ora arrivare alle consultazioni che il Sindaco ha dichiarato di voler avviare? Di certo non si può parlare di peso elettorale, visti i numeri.

Il riferimento alla serenità familiare

Infine, nella sua nota, Orrico fa riferimento a presunti aspetti di serenità familiare. Ricordiamo che il ruolo politico e l’azione politica devono necessariamente prescindere da interessi e influenze familiari. La gestione della cosa pubblica merita serietà, trasparenza e rispetto per le istituzioni.

Il Presidente dei Democratici Progressisti Meridionalisti
Francesco Intrieri

La permanenza nell'amministrazione Caruso e il nodo delle indennità

La questione, dunque, non riguarda soltanto l'addio di Orrico al movimento. Riguarda la sua permanenza nell'amministrazione Caruso e, soprattutto, l'indennità da assessore. Perché l'azzeramento delle deleghe non comporta automaticamente la revoca degli incarichi e la sospensione degli stipendi: se gli assessori restano formalmente in carica, continuano a percepire le indennità previste.

E allora quei sei mesi che separano Cosenza dalle prossime elezioni comunali acquistano un significato particolare. Orrico può anche raccontare la propria scelta come una questione di coerenza, ma il DPM gli contesta qualcosa di molto concreto: lascia il partito che gli ha procurato la nomina, senza rinunciare alla carica.

La coerenza politica e il prezzo della poltrona

Con appena 60 preferenze personali, ricordate impietosamente da Intrieri, la sua forza politica autonoma resta tutta da dimostrare. Quella economica di altri sei mesi di indennità, invece, sarebbe molto più facile da calcolare.

La coerenza, naturalmente, non ha prezzo. L'indennità da assessore, invece, sì. E per capire perché il DPM chieda a Orrico di rinunciarvi non servono né la zingara né la sfera di cristallo.