Gianfranco Trotta
Gianfranco Trotta

Le lunghe file davanti ai distributori per acquistare benzina a 1,99 euro e gasolio a 2,19 euro, insieme alla protesta degli agricoltori contro il caro carburante, diventano per la Cgil Calabria il simbolo delle difficoltà economiche che stanno attraversando famiglie e imprese.

A intervenire è il segretario generale regionale Gianfranco Trotta, che contesta la lettura positiva data dal Governo alle iniziative adottate in questi giorni per contenere i prezzi alla pompa.

Il tetto introdotto nella rete Eni-Enilive è effettivamente fissato a 1,99 euro per la benzina e 2,19 per il gasolio, con una durata iniziale di trenta giorni. La misura è stata accolta favorevolmente dall’Esecutivo, mentre sindacati e associazioni dei consumatori chiedono interventi più strutturali.

«Si tratta di un primo passo, ma non è affatto qualcosa di strutturale», sostiene Trotta, criticando la scelta di affidarsi a interventi temporanei delle compagnie petrolifere invece di agire, secondo la posizione della Cgil, attraverso una tassazione degli extraprofitti.

Carburanti, in Calabria prezzi sopra la media nazionale

La preoccupazione del sindacato riguarda soprattutto gli effetti dei rincari sul potere d’acquisto. Secondo Trotta, la Calabria risente maggiormente della situazione per la presenza di salari medi più bassi e per la forte dipendenza dal trasporto su gomma.

Un quadro sul quale Federconsumatori Calabria aveva già richiamato l’attenzione. Nelle rilevazioni del 19 agosto il prezzo medio regionale del gasolio self risultava pari a 2,128 euro al litro contro 2,107 della media nazionale, mentre la benzina self si attestava a 2,019 euro contro 1,997. L’associazione aveva inoltre sottolineato le ricadute indirette sui prezzi dei beni, legate al fatto che gran parte delle merci viene trasportata su strada.

La protesta ha trovato espressione anche nelle manifestazioni organizzate il 28 settembre in Calabria, con circa duemila agricoltori coinvolti in presidi e blocchi a singhiozzo contro il caro carburante e la crisi del settore.

La Cgil critica anche l’aumento dei ticket sanitari

Al caro energia si aggiunge, nella denuncia della Cgil, il tema della sanità. Trotta contesta l’entrata in vigore delle nuove tariffe nazionali per visite ed esami e le conseguenze sui ticket pagati dai cittadini non esenti.

Dal 21 settembre sono state aggiornate al rialzo le tariffe di 448 prestazioni di specialistica ambulatoriale e di 222 prestazioni protesiche. Secondo il ministero della Salute l’impatto medio sui cittadini non esenti dovrebbe essere contenuto, circa 1,50 euro l’anno, mentre associazioni dei consumatori hanno espresso preoccupazione per gli aumenti su alcune singole prestazioni.

Federconsumatori Calabria ha chiesto alla struttura commissariale regionale di evitare che gli aumenti ricadano sui cittadini, ricordando le difficoltà già esistenti nell’accesso alle prestazioni sanitarie.

«Se non ci fosse di mezzo la salute dei calabresi, si sarebbe potuto pensare a una provocazione», afferma Trotta, collegando la questione dei ticket alle liste d’attesa e alle difficoltà di accesso al servizio sanitario pubblico.

Trotta: «Il dibattito politico non perda di vista i problemi economici»

Il segretario della Cgil Calabria critica inoltre le priorità del dibattito politico nazionale, sostenendo che temi come il limite alla presenza degli studenti stranieri nelle classi o il velo islamico finiscano per spostare l’attenzione dalle difficoltà economiche quotidiane.

Si tratta di una valutazione politica del sindacato, che Trotta contrappone ai problemi del caro vita, dei salari e dell’accesso ai servizi pubblici.

«Le famiglie faticano a mettere insieme il pranzo e la cena», afferma, chiedendo interventi strutturali su redditi, energia e servizi.

Il richiamo all’astensionismo delle suppletive

Nell’analisi della Cgil entra infine il risultato delle elezioni suppletive di Reggio Calabria-Locri. Trotta interpreta la bassa partecipazione come un segnale di distanza tra cittadini e politica.

Il dato definitivo dell’affluenza è stato del 22,34%, a fronte del 49,40% registrato nel collegio alle politiche del 2022, consultazione che si svolse però in un solo giorno e in un contesto elettorale nazionale differente. Fabio Roscioli, candidato del centrodestra, ha conquistato il seggio con il 51,02% dei voti validi.

«Una percentuale di voto del 22 per cento è una grave sconfitta per tutti», conclude Trotta. Per la Cgil Calabria, quindi, al risultato delle urne deve affiancarsi una riflessione più ampia sulla partecipazione e sulla capacità della politica di rispondere ai problemi economici e sociali del territorio.