Giuseppe Di Tommaso
Giuseppe Di Tommaso

Momenti di paura per una troupe de La Vita in Diretta, impegnata in Calabria nella realizzazione di un servizio sul caso di Salvatore Giglio, il 69enne di Cutro scomparso nel settembre del 2024 e per il cui presunto omicidio sono stati arrestati l’ex moglie e il figlio. L’episodio si sarebbe verificato martedì 6 ottobre a Botricello, nel Catanzarese. A denunciarlo sono il Comitato di redazione del Daytime Rai e l’Esecutivo Usigrai, che hanno riferito di colpi d’arma da fuoco esplosi in aria, insulti e intimidazioni nei confronti del giornalista Giuseppe Di Tommaso e del videomaker Antonio Caligione.

Di Tommaso: «Una giornata particolarmente difficile»

A raccontare quanto accaduto è stato lo stesso inviato della trasmissione di Rai 1. «Oggi è stata una giornata particolarmente difficile», ha spiegato Di Tommaso ricostruendo i momenti vissuti durante il servizio. Secondo il suo racconto, mentre la troupe era impegnata nelle riprese sarebbero stati esplosi due colpi d’arma da fuoco a breve distanza, sparati in aria. Poco dopo la situazione sarebbe ulteriormente degenerata. «Poi una vera e propria aggressione che ci ha costretti a fuggire velocemente», ha raccontato il giornalista. La dinamica dell’accaduto e l’identificazione degli eventuali responsabili dovranno essere chiarite attraverso gli accertamenti del caso.

La troupe stava lavorando sul caso Salvatore Giglio

Di Tommaso e Caligione si trovavano in Calabria per seguire gli sviluppi dell’inchiesta sulla morte di Salvatore Giglio. L’uomo era scomparso da Cutro nel settembre del 2024. A distanza di due anni, i Carabinieri hanno arrestato Daniela Rossato, 60 anni, e Nicola Giglio, 28, rispettivamente ex moglie e figlio della vittima, con le accuse di omicidio in concorso e occultamento di cadavere. Entrambi si sono avvalsi della facoltà di non rispondere nell’interrogatorio di garanzia. Secondo l’ipotesi investigativa, ancora da verificare nel processo, Salvatore Giglio sarebbe stato ucciso il 21 settembre 2024 e il corpo successivamente occultato, probabilmente nel fiume Tacina. La salma non è stata ancora ritrovata.

«Continueremo il nostro racconto»

Nonostante quanto accaduto, Giuseppe Di Tommaso ha ribadito l’intenzione di proseguire l’attività giornalistica sul caso. «Questo non ci ha spaventati, anzi ci ha ancor di più motivato a continuare il nostro racconto», ha affermato l’inviato, sottolineando la volontà di continuare a seguire una vicenda che ha suscitato forte attenzione nella comunità locale. Il Cdr del Daytime Rai e l’Usigrai hanno espresso solidarietà ai due professionisti coinvolti, ribadendo il principio secondo cui l’attività di informazione deve poter essere svolta senza minacce o intimidazioni.

Un episodio che riaccende il tema della sicurezza dei cronisti

Quanto accaduto a Botricello riporta al centro dell’attenzione il tema della sicurezza di giornalisti e operatori impegnati sul territorio, soprattutto quando si trovano a raccontare vicende giudiziarie particolarmente delicate. Nel caso della troupe de La Vita in Diretta, saranno gli eventuali approfondimenti investigativi a stabilire con precisione la dinamica e le responsabilità dell’accaduto. Resta, intanto, la denuncia di un episodio che ha costretto giornalista e videomaker ad interrompere momentaneamente il proprio lavoro e ad allontanarsi rapidamente dalla zona.