Sono giorni di forte preoccupazione per oltre 900 lavoratori precari calabresi impiegati nei Ministeri della Giustizia, della Cultura e del Merito. A partire dal primo marzo scadranno infatti i primi contratti a tempo determinato degli operatori del settore dei Beni culturali, seguiti nelle settimane successive da quelli degli operatori giudiziari e del personale impegnato nella scuola. A lanciare l’allarme sono Giuseppe Lavia, Luciana Giordano e Raffaele Vitale, segretari generali della Cisl Calabria e delle rispettive federazioni di categoria.

L’appello alla politica per non disperdere competenze e lavoro


I tre dirigenti sindacali ricordano come questi lavoratori, dopo lunghi periodi di tirocini privi di tutele, abbiano ottenuto solo due anni fa una prima contrattualizzazione a tempo determinato e part time, successivamente prorogata. Secondo la Cisl è ora indispensabile individuare soluzioni strutturali che garantiscano continuità occupazionale, evitando la dispersione delle competenze acquisite. La richiesta è chiara: una norma che vincoli risorse per la stabilizzazione oppure, in subordine, una proroga di almeno dodici mesi per tutti.

Il coinvolgimento della Regione e della deputazione calabrese


Lavia, Giordano e Vitale rivolgono infine un appello alla Regione Calabria, al presidente Roberto Occhiuto e all’intera deputazione parlamentare calabrese, auspicando un impegno concreto delle forze politiche che in questi anni hanno seguito la vertenza. L’obiettivo dichiarato resta la tutela di ogni singolo posto di lavoro e la garanzia di un futuro professionale certo per centinaia di famiglie calabresi.