San Giovanni in Fiore, sette giovani perdono il lavoro. L’opposizione accusa Barile: «Vendetta politica»
Revocato l’affidamento per la gestione del Museo demologico e dei Cunicoli badiali. La minoranza denuncia lo stop ai servizi culturali

Sette giovani senza lavoro, due importanti siti culturali privati del servizio di gestione e accoglienza e una nuova polemica politica che investe l'amministrazione comunale di San Giovanni in Fiore. Al centro dello scontro c'è la determinazione del 27 ottobre con cui il Comune ha disposto la revoca dell'affidamento alla società Innovative Consulting, incaricata dal primo aprile scorso della gestione del Museo demologico e dei Cunicoli badiali.
A denunciare le conseguenze del provvedimento sono i capigruppo dell'opposizione in Consiglio comunale, che accusano il sindaco Antonio Barile di aver assunto una decisione dettata da ragioni politiche, penalizzando i lavoratori e compromettendo la valorizzazione del patrimonio culturale cittadino.
«Sette giovani di San Giovanni in Fiore perdono il lavoro per una vendetta politica dell'amministrazione Barile. È una pagina vergognosa per la nostra città, un atto che colpisce il lavoro, la cultura e il turismo», dichiarano gli esponenti della minoranza.
Le accuse al sindaco: «Una decisione senza giustificazioni»
Secondo i consiglieri di opposizione, la revoca non sarebbe stata una decisione improvvisa. Il sindaco, sostengono, avrebbe già manifestato durante una seduta del Consiglio comunale la volontà di interrompere il rapporto con la società affidataria.
Una posizione che, a loro giudizio, si sarebbe successivamente tradotta in un provvedimento amministrativo giustificato attraverso presunte difficoltà economiche dell'ente.
«Il sindaco aveva già preannunciato in Consiglio comunale la volontà di mandare via la società. Adesso quella minaccia si è tradotta in un fatto molto grave, con la montatura di una gravissima difficoltà economica del Comune», affermano i capigruppo.
L'opposizione contesta soprattutto la necessità di interrompere un servizio che, secondo quanto riferito, sarebbe già stato finanziato.
«Non c'è un solo motivo per revocare un affidamento già finanziato. Adesso chi garantirà i servizi? Soprattutto, perché sacrificare proprio sette giovani che hanno scelto di lavorare e restare in città?», chiedono i consiglieri, rivolgendo critiche anche alle forze politiche che sostengono la maggioranza.
La società contesta la revoca e valuta azioni giudiziarie
La vicenda potrebbe avere conseguenze anche sul piano legale. Innovative Consulting ha formalmente contestato la decisione del Comune, riservandosi la possibilità di intraprendere iniziative giudiziarie per tutelare i propri interessi, comprese eventuali richieste di risarcimento.
Al centro delle contestazioni anche le modalità con cui l'amministrazione avrebbe disposto il rilascio degli spazi. Il Comune ha infatti intimato alla società di restituire le chiavi e sgomberare i locali entro tre giorni, prospettando, in caso di mancato adempimento, l'immissione coattiva nel possesso.
Un passaggio che alimenta le preoccupazioni della minoranza, secondo cui la decisione potrebbe esporre l'ente a ulteriori spese derivanti da un eventuale contenzioso.
«Barile rischia di lasciare ai sangiovannesi anche il conto di un nuovo contenzioso. Questo è il suo modo di amministrare: mortifica sette lavoratori, porta allo stop di servizi essenziali per la valorizzazione del patrimonio culturale ed espone il Comune al pericolo di ulteriori spese legali e risarcimenti», sostengono i capigruppo.
Museo demologico e Cunicoli badiali, preoccupazione per il futuro dei servizi
Oltre alle ricadute occupazionali, la vicenda solleva interrogativi sulla continuità delle attività di accoglienza e gestione del Museo demologico e dei Cunicoli badiali, luoghi legati alla storia e all'identità culturale di San Giovanni in Fiore.
Per l'opposizione, l'interruzione dell'affidamento rischia di compromettere il lavoro svolto per rendere fruibili questi spazi, proprio mentre il territorio avrebbe bisogno di rafforzare la propria attrattività turistica.
La questione assume un significato ancora più delicato in una realtà nella quale la mancanza di opportunità occupazionali continua a rappresentare una delle principali criticità per le nuove generazioni.
I sette lavoratori coinvolti, sottolineano i consiglieri, rappresentano giovani che avevano scelto di costruire il proprio futuro nella città d'origine, senza cercare altrove un'occupazione.
La richiesta dell'opposizione: «Ritirare subito il provvedimento»
La minoranza chiede adesso un intervento immediato dell'amministrazione per scongiurare l'interruzione dei servizi e salvaguardare i posti di lavoro.
«San Giovanni in Fiore ha bisogno di lavoro, turismo e cultura. Barile chiude invece le porte del patrimonio culturale pubblico e spinge i giovani verso l'emigrazione», denunciano i capigruppo.
La richiesta è quella di ritirare immediatamente la revoca e ripristinare i servizi di gestione e accoglienza, chiarendo pubblicamente le motivazioni che hanno portato alla decisione.
«Il sindaco risponda pubblicamente di questa scelta e delle sue conseguenze. La città non può pagare il prezzo delle sue rabbie politiche», concludono gli esponenti dell'opposizione.
Resta ora da chiarire come il Comune intenda garantire la continuità dei servizi nei due siti culturali e quali saranno le conseguenze occupazionali della revoca. Le accuse di ritorsione politica sono formulate dalla minoranza e non costituiscono fatti accertati. Sulle contestazioni sollevate si attende la posizione dell'amministrazione comunale.