Maria Chindamo
Maria Chindamo

«Conosco tutti gli otto indagati». A parlare è Vincenzo Chindamo, fratello di Maria, l’imprenditrice di 44 anni scomparsa il 6 maggio 2016 davanti alla propria azienda agricola a Limbadi, nel Vibonese, e che secondo la ricostruzione degli inquirenti sarebbe stata uccisa. Dopo gli ultimi sviluppi dell’indagine coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, il fratello ha raccontato di conoscere personalmente le persone finite nel nuovo filone investigativo e di avere condiviso con alcune di loro anche momenti familiari, tra feste di Natale, Capodanni e altre ricorrenze. Chindamo ha inoltre spiegato che, a distanza di quasi dieci anni, temeva che le indagini non stessero più facendo passi avanti, mentre gli investigatori hanno continuato a lavorare sul caso.

OTTO PERSONE NEL NUOVO FILONE D’INDAGINE

Sono otto le persone recentemente iscritte nel registro degli indagati dalla Dda di Catanzaro. Secondo l’ipotesi accusatoria, ancora tutta da verificare nelle sedi giudiziarie, avrebbero concorso nell’omicidio, nella distruzione e nell’occultamento del corpo di Maria Chindamo. Agli indagati vengono contestate anche aggravanti legate alla presunta finalità di agevolare la cosca Mancuso e all’utilizzo del metodo mafioso. Parallelamente prosegue davanti alla Corte d’Assise di Catanzaro il processo nei confronti di Salvatore Ascone, accusato di avere partecipato alla pianificazione e all’esecuzione dell’omicidio. Le responsabilità individuali restano da accertare e il procedimento nei confronti dei nuovi indagati è ancora nella fase investigativa.

NUOVI ACCERTAMENTI ALLA RICERCA DI RISPOSTE

La nuova fase dell’inchiesta passa anche attraverso una serie di accertamenti tecnici su reperti sequestrati nel corso delle indagini. Il Ris di Messina è impegnato nelle verifiche, tra l’altro, su una fresa agricola, alcuni veicoli, indumenti e altri oggetti sui quali gli investigatori stanno cercando eventuali tracce genetiche riconducibili alla vittima. Proprio gli esami scientifici potrebbero fornire nuovi elementi per ricostruire quanto accadde il 6 maggio 2016. A quasi dieci anni dalla scomparsa di Maria Chindamo, dunque, il caso resta aperto e il nuovo filone investigativo amplia ancora il quadro sul quale magistratura e forze dell’ordine stanno cercando di fare piena luce.