L’inchiesta della Procura di Roma sul progetto del Ponte sullo Stretto di Messina riaccende il confronto politico attorno a una delle opere più discusse degli ultimi decenni. A intervenire con toni duri è Pasquale Tridico, europarlamentare e capo delegazione del Movimento 5 Stelle a Bruxelles, che commenta le notizie relative alle perquisizioni eseguite dai Carabinieri del Ros nell’ambito di un’indagine per corruzione e rivelazione del segreto d’ufficio.

Secondo Tridico, le vicende emerse dall’inchiesta rappresenterebbero un elemento di forte criticità per l’intero progetto. L’esponente pentastellato sostiene che le notizie provenienti da Roma siano particolarmente inquietanti e che raccontino un metodo di gestione dell’opera che merita piena chiarezza da parte degli organi competenti.

Le critiche ai costi e alle priorità infrastrutturali

Nel suo intervento, Tridico torna a contestare l’impostazione complessiva del progetto, definendolo un’opera che continua a presentare fragilità sotto il profilo tecnico ed economico. L’europarlamentare richiama inoltre la necessità di concentrare gli investimenti pubblici sulle infrastrutture considerate strategiche per Calabria e Sicilia.

Tra le priorità indicate figurano il completamento della Statale 106, l’ammodernamento e l’elettrificazione della linea ferroviaria jonica, gli interventi di messa in sicurezza del territorio dal rischio idrogeologico e il potenziamento delle reti idriche, spesso al centro di criticità durante i mesi estivi.

Il richiamo alle contestazioni europee

Tridico rivendica anche il lavoro svolto a livello europeo attraverso un’interpellanza presentata alla Commissione europea all’inizio del 2025. Secondo l’esponente del Movimento 5 Stelle, le questioni sollevate riguardavano presunte criticità in materia di concorrenza, procedure di appalto e valutazioni ambientali.

L’europarlamentare sostiene che tali elementi sarebbero stati successivamente richiamati nelle valutazioni della Corte dei Conti che hanno interessato il progetto del Ponte sullo Stretto, rafforzando le perplessità già espresse in sede europea.

La richiesta di fermare il progetto

Nella parte conclusiva del suo intervento, Tridico chiede lo stop all’opera e il trasferimento delle risorse stanziate verso interventi ritenuti più urgenti per il Mezzogiorno. L’esponente pentastellato invita inoltre il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini ad assumersi la responsabilità politica della vicenda, arrivando a chiederne le dimissioni.

Le dichiarazioni si inseriscono in un clima di crescente tensione politica attorno al Ponte sullo Stretto, mentre l’inchiesta della Procura di Roma prosegue per accertare eventuali responsabilità legate all’iter di approvazione del progetto.