Dal Ministero della Salute le indicazioni per chi è stato esposto a casi confermati o probabili. Previsto isolamento fiduciario di sei settimane e limitazioni negli spostamenti

Sei settimane di isolamento e regole rigide per i contatti a rischio

Il Ministero della Salute ha definito le misure da seguire per le persone considerate a rischio contagio da hantavirus. Le indicazioni, contenute nella circolare emanata l’11 maggio, prevedono per i soggetti monitorati una quarantena fiduciaria di sei settimane, da trascorrere preferibilmente in una stanza separata e mantenendo almeno due metri di distanza dagli altri componenti della famiglia.

Pur dovendo rispettare severe limitazioni, resta consentita la possibilità di uscire per tutelare il benessere psicologico, a patto di indossare una mascherina chirurgica ed evitare qualsiasi situazione di affollamento. Vietato invece utilizzare mezzi pubblici o prendere voli durante tutto il periodo di sorveglianza sanitaria.

Come vengono classificati i casi sospetti e probabili

La circolare distingue diversi livelli di esposizione e rischio. Viene considerato “caso sospetto” chi abbia viaggiato o condiviso un mezzo di trasporto con una persona risultata positiva o probabile caso di hantavirus, oppure abbia avuto contatti con passeggeri o membri dell’equipaggio della nave Hondius dopo il 5 aprile.

Per rientrare in questa categoria è però necessario manifestare almeno uno dei sintomi compatibili con la malattia, tra cui febbre improvvisa, dolori muscolari, stanchezza, brividi, mal di testa, nausea, diarrea, tosse, difficoltà respiratorie o dolore toracico.

Il “caso probabile” riguarda invece chi presenta sintomi riconducibili al virus e un collegamento epidemiologico con un soggetto già positivo o sospetto.

I casi confermati e la definizione di contatto stretto

Secondo il Ministero, un caso viene definito “confermato” esclusivamente dopo la validazione di laboratorio attraverso test PCR o esami sierologici. Il cosiddetto “non caso”, invece, riguarda persone risultate negative agli accertamenti ma che dovranno ripetere i test qualora dovessero comparire sintomi compatibili con l’infezione.

La definizione di “contatto” comprende infine tutte le persone esposte a saliva, sangue o altri fluidi corporei di un soggetto positivo o probabile durante il periodo di contagiosità. Rientra tra le situazioni considerate a rischio anche la permanenza a meno di due metri di distanza per oltre 15 minuti oppure la condivisione di spazi molto ravvicinati, come il letto o ambienti chiusi.