Gratteri rilancia l’allarme sulle intercettazioni e rivendica il lavoro svolto in Calabria contro la ’ndrangheta
Il procuratore di Napoli richiama il ruolo delle indagini antimafia e parla degli effetti del contrasto alla criminalità organizzata sul territorio calabrese
Il procuratore di Napoli Nicola Gratteri torna a lanciare un forte allarme sul tema delle intercettazioni e sui rischi legati alle limitazioni normative nelle indagini contro la criminalità organizzata.
Intervenendo a margine del festival internazionale “Pedagogia generativa e comunità pensanti” al teatro dell’Università degli Studi di Salerno, Gratteri ha ribadito le proprie preoccupazioni rispetto alla riforma delle intercettazioni, definendola un tentativo di indebolire il lavoro delle forze dell’ordine e della magistratura.
Le dichiarazioni arrivano dopo l’allarme lanciato nei giorni scorsi dal procuratore nazionale antimafia Giovanni Melillo, che aveva evidenziato come le restrizioni sulle intercettazioni possano rappresentare un ostacolo nelle inchieste contro la criminalità organizzata, soprattutto nei reati che coinvolgono colletti bianchi e sistemi corruttivi.
Il riferimento alla Calabria e agli anni alla guida della Procura di Catanzaro
Nel corso dell’incontro, Gratteri ha posto particolare attenzione alla Calabria e all’esperienza maturata durante i suoi sette anni alla guida della Procura di Catanzaro, sottolineando gli effetti concreti prodotti dall’azione di contrasto alla ’ndrangheta sul territorio.
Parlando della docuserie internazionale dedicata alla sua storia e alla lotta contro la criminalità organizzata, il procuratore ha spiegato che il progetto è stato realizzato quattro anni fa, proprio durante il periodo in cui era impegnato a Catanzaro.
“Avevamo raccontato la ’ndrangheta, la sua evoluzione e l’impatto che il lavoro della magistratura e delle forze dell’ordine ha avuto sulla Calabria”, ha dichiarato Gratteri, evidenziando come l’azione antimafia abbia contribuito a generare effetti positivi sul territorio regionale.
“Il lavoro svolto a Catanzaro ha inciso anche sul clima sociale”
Nel suo intervento, il magistrato ha collegato il lavoro investigativo svolto in Calabria anche ai cambiamenti registrati nel contesto sociale e civile della regione.
“I miei sette anni a Catanzaro hanno consentito anche di far vincere il no nel distretto di Catanzaro”, ha affermato Gratteri, facendo riferimento al risultato referendario ottenuto nell’area calabrese.
Le parole del procuratore riportano nuovamente al centro del dibattito il ruolo della Calabria nella lotta alla criminalità organizzata e il peso delle inchieste antimafia sviluppate negli ultimi anni contro le strutture della ’ndrangheta.