Riceviamo e pubblichiamo:

 

Il City Garden nei primi anni del 2000 ha rappresentato un luogo di edilizia urbana mirato alla socialità tra giovani e meno giovani, proprietari degli appartamenti lì situati. Un vero richiamo, anche, per famiglie provenienti dall'intera Area Urbana e non solo. Il City Garden nasce dall'idea di realizzare un quartiere nel quartiere, Villaggio Europa, nella fattispecie. Un connubio volto all'integrazione perfetta di due modelli abitativi differenti, ma sicuramente virtuosi sia in termini di sostenibilità sia in termini di sviluppo economico. Difatti, proprio nel più recente, numerose sono le attività commerciali esistenti che hanno offerto servizi alla cittadinanza. Così come il verde curato, l'illuminazione efficiente e l'agibilità delle stradine di collegamento. Ad oggi, però, tutto pare totalmente diverso da allora. Tant'è che i vari residenti sospettano la perdita di valore degli immobili di cui sono proprietari, inducendoli a venderli rapidamente (i vari cartelli "vendesi" ne sono la prova). Ma il City Garden non è solo in questo lungo declino. Anche Villaggio Europa sembra averlo intrapreso. L'incuria del verde e degli edifici, soprattutto quelli popolari, mostrano l'assenza della tanto agognata e pubblicizzata 'mano pubblica'.

Quasi a dire: "finita la campagna elettorale, nessuna promessa è stata mantenuta". E non basta un dubbio impianto di illuminazione a LED e qualche intervento a macchia di leopardo. È necessaria una programmazione voluta e funzionale al risanamento di due quartieri fondamentali e fiore all'occhiello per la nostra Città. Rende merita la cura che le spetta.

Francesco Midulla, Federazione Riformista