Taurianova, muore Sergio Carrozza: accanto alla moglie Sabina malata di Sla, lottava contro un tumore
Si è spento l’uomo che si prendeva cura della moglie, affetta da Sla, mentre affrontava a sua volta una grave malattia. La vicepresidente del M5S Vittoria Baldino: «Ora le istituzioni non la lascino sola»

A Taurianova si spegne una storia di amore e resistenza, segnata dalla malattia e dalla battaglia per ottenere un’assistenza adeguata. È morto Sergio Carrozza, l’uomo che, mentre combatteva contro un tumore, continuava a prendersi cura della moglie Sabina, affetta da sclerosi laterale amiotrofica (Sla). Per lei era molto più di un compagno di vita: era la voce, le braccia e le gambe in una quotidianità resa sempre più difficile dalla malattia. La sua scomparsa riporta al centro la condizione della moglie e la necessità di garantirle un sostegno sanitario e domiciliare adeguato. A intervenire sulla vicenda è Vittoria Baldino, vicepresidente del Movimento 5 Stelle, che aveva conosciuto la coppia nella loro abitazione di Taurianova e si era interessata alle difficoltà incontrate per ottenere l’assistenza necessaria.
La battaglia di Sergio e Sabina oltre la malattia
«Sono profondamente addolorata dalla notizia della scomparsa di Sergio Carrozza», ha scritto Baldino in un post pubblicato su Facebook. La parlamentare ricorda l’incontro con i coniugi e le condizioni in cui entrambi erano costretti a vivere: Sabina alle prese con la Sla, Sergio impegnato a combattere contro un tumore e, nello stesso tempo, a garantirle le cure quotidiane. Una doppia sofferenza, aggravata, secondo quanto denunciato dalla vicepresidente del M5S, dalle difficoltà burocratiche e dalle inadempienze dell’Asp. Baldino riferisce di aver sollevato pubblicamente la questione e presentato interrogazioni parlamentari per chiedere che alla coppia fosse riconosciuto il diritto a un’assistenza sanitaria e domiciliare adeguata. «Non chiedevano raccomandazioni o scorciatoie», sottolinea, ricordando come Sergio e Sabina si fossero rivolti alle istituzioni per ottenere prestazioni e sostegno che avrebbero dovuto essere garantiti.
«Sabina non è sola»: l’appello alle istituzioni
Con la morte di Sergio, la situazione di Sabina diventa ancora più delicata. La donna, spiega Baldino, non può camminare né parlare, ma conserva piena coscienza di ciò che accade ed è consapevole dei propri diritti. La perdita del marito significa anche perdere la persona che ogni giorno si prendeva cura di lei e le permetteva di affrontare le necessità della vita quotidiana. Da qui l’appello rivolto al Comune di Taurianova e alle istituzioni sanitarie competenti, affinché venga garantita alla donna un’assistenza domiciliare tempestiva, continuativa e senza ulteriori ostacoli burocratici. «A Sabina voglio dire che non è sola. E che continuerò a battermi perché i suoi diritti siano rispettati», scrive Baldino, chiedendo che la donna non venga abbandonata proprio nel momento in cui è più fragile.
Una storia che interroga le istituzioni
La vicenda di Sergio e Sabina va oltre il dolore di una famiglia. Pone una questione concreta sul sostegno alle persone con gravi disabilità e su quanto il peso dell’assistenza possa ricadere interamente sui familiari, anche quando questi sono a loro volta malati. Nel suo messaggio conclusivo, Baldino affida alle istituzioni una responsabilità che non può essere rinviata: garantire a Sabina le cure di cui ha bisogno, senza lasciarla sola dopo la perdita del marito. «Ciao Sergio. Mi dispiace profondamente che tu abbia dovuto spendere una parte così preziosa del tempo che ti restava a combattere battaglie che non avresti mai dovuto combattere», conclude la vicepresidente del M5S.