Mense ospedaliere in Calabria, quanto si spende davvero? La sfida di confrontare contratti e qualità
Da Reggio Calabria a Cosenza, Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia: per conoscere costi e standard dei pasti bisogna costruire un confronto tra servizi omogenei, documenti e risultati.

Il Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria è il punto di partenza di “La sanità nel piatto”, ma non può rappresentare da solo l’intero sistema regionale. Il passo successivo è estendere il metodo agli altri ospedali della Calabria, a cominciare dalle principali strutture del Cosentino, del Catanzarese, del Crotonese e del Vibonese. La domanda per ogni amministrazione sarà identica: quanto costa la ristorazione dei degenti, quali servizi sono compresi nel contratto, cosa prescrivono i capitolati e come vengono controllate le prestazioni?
Perché gli importi non bastano
Due ospedali possono pubblicare valori di appalto differenti senza offrire servizi direttamente confrontabili. Uno può includere la distribuzione ai reparti, il lavaggio e la gestione delle attrezzature; un altro può affidare alcune attività separatamente. Anche le dimensioni della struttura, il numero dei pasti e l’incidenza delle diete speciali modificano la lettura del costo. Per questo una graduatoria costruita semplicemente sugli importi totali rischierebbe di essere fuorviante. La comparazione deve partire da dati omogenei: periodi, prestazioni incluse, pasti realmente erogati e spesa effettivamente liquidata.
La scheda che chiederemo a ogni ospedale
Il modello di rilevazione comprenderà numero delle giornate alimentari, suddivisione delle prestazioni, gestore, durata dell’affidamento, prezzo contrattuale, variazioni, spesa sostenuta, menù e grammature, controlli interni ed eventuali non conformità. A questi indicatori si aggiungeranno indagini di gradimento, dati sugli avanzi e impegni sulle materie prime certificate. La qualità dell’assistenza non può essere ridotta a un solo punteggio: il confronto servirà soprattutto a mostrare dove le informazioni sono accessibili e dove occorre acquisirle direttamente attraverso le procedure previste.
Il ruolo delle aziende sanitarie e dei gestori
La ricostruzione coinvolgerà aziende ospedaliere, aziende sanitarie, direzioni mediche, responsabili del contratto e imprese affidatarie. Ciascun soggetto dovrà avere la possibilità di spiegare le peculiarità del proprio servizio e di precisare eventuali differenze nei documenti. Anche i pazienti, le associazioni e i professionisti della nutrizione possono contribuire, ma testimonianze e valutazioni personali saranno tenute distinte dagli esiti dei controlli. Un dato non pubblicato non sarà automaticamente classificato come inesistente o negativo.
Il risultato atteso: una mappa della trasparenza
Non disponiamo ancora di un insieme completo e comparabile di cifre per tutti i principali ospedali calabresi. Presentare oggi una classifica di spesa o di qualità significherebbe anticipare una conclusione senza la necessaria base documentale. Questa puntata fissa dunque il traguardo della serie: costruire una mappa leggibile dei costi e degli standard, con fonti, periodi e limiti dichiarati per ogni presidio. Potremo così identificare pratiche efficaci, questioni da chiarire e differenze che meritano una spiegazione. Il vero interesse pubblico è verificare se ogni euro destinato al pasto di un ricoverato si traduca nella prestazione promessa, qualunque sia l’ospedale in cui viene servito.