Rahel
Rahel

Ci sono alcuni passaggi degli ultimi mesi di Rahel che potrebbero aiutare a comprendere meglio il periodo precedente alla sua scomparsa. Tra questi, un episodio particolarmente delicato risalente alla metà di giugno 2026 e una successiva visita al Pronto soccorso, avvenuta pochi giorni prima del suo allontanamento. La giovane avrebbe continuato a essere preoccupata per quanto accaduto, tanto da rivolgersi all'ospedale a distanza di circa quattro mesi. Secondo le informazioni raccolte, la violenza sessuale che Rahel avrebbe subito risalirebbe al 16 o 17 giugno. Il 16 ottobre, tre giorni prima della scomparsa, la studentessa si sarebbe presentata al Pronto soccorso, ancora fortemente preoccupata per le possibili conseguenze di quell'episodio. In particolare, avrebbe temuto di essere rimasta incinta e si sarebbe recata in ospedale proprio per verificare questa eventualità.

Il timore di una gravidanza e gli accertamenti mai completati

Durante l'accesso al Pronto soccorso, Rahel avrebbe dovuto sottoporsi ad alcuni accertamenti, tra cui le analisi del sangue per il dosaggio delle beta-hCG, necessarie a verificare un'eventuale gravidanza. Tuttavia, secondo la ricostruzione disponibile, la ragazza si sarebbe allontanata dall'ospedale prima di completare gli esami. Non sarebbe quindi stato possibile ottenere attraverso quegli accertamenti una risposta al timore che l'aveva spinta a rivolgersi alla struttura sanitaria. È un particolare che restituisce la misura della preoccupazione che la giovane avrebbe vissuto nei mesi successivi alla violenza riferita. Un episodio avvenuto a giugno, dunque, che non sarebbe rimasto confinato a quel momento, ma avrebbe continuato a rappresentare una fonte di apprensione anche nell'imminenza della scomparsa.

L'intervento del poliziotto e l'allontanamento dal Pronto soccorso

Dopo il colloquio in ospedale sarebbe stato avvisato un agente di polizia, che avrebbe dovuto accompagnare Rahel in Questura affinché potesse formalizzare una denuncia per la violenza riferita. Secondo le informazioni raccolte, tuttavia, la giovane si sarebbe allontanata prima di raggiungere gli uffici di polizia e di completare il percorso previsto. Non è chiaro che cosa l'abbia indotta a interrompere quel passaggio, né se successivamente abbia avuto altri contatti con le forze dell'ordine. È importante precisare che questa ricostruzione non risulta al momento accompagnata da una comunicazione ufficiale della Questura. Resta quindi da verificare anche la sequenza degli interventi e delle circostanze che avrebbero preceduto l'allontanamento dall'ospedale.

L'ipotesi di un centro antiviolenza e la richiesta all'Università

Tra gli aspetti ancora da approfondire c'è anche la possibilità che, nei mesi successivi all'episodio di giugno, Rahel abbia cercato un aiuto attraverso un centro antiviolenza. Si tratta, al momento, di un'ipotesi non confermata, sulla quale non è possibile fornire ulteriori dettagli né indicare eventuali strutture coinvolte. Un altro elemento temporale riguarda il mese di luglio 2026, quando la studentessa avrebbe richiesto all'Università della Calabria una somma di denaro a titolo di anticipo sulla borsa di studio. Anche questo dato, considerato isolatamente, non permette di stabilire un collegamento con la violenza riferita o con la successiva scomparsa. Non è possibile attribuire alla richiesta una motivazione specifica, ma la sua collocazione temporale rappresenta un elemento che potrebbe essere utile a ricostruire il contesto personale e universitario della giovane in quel periodo. Sono circostanze che, considerate con la necessaria prudenza, restituiscono alcuni passaggi di una vicenda ancora in gran parte da chiarire.

Il presunto biglietto d'addio e gli ultimi giorni alle Maisonettes

Questi nuovi elementi si aggiungono a quelli già emersi nelle precedenti ricostruzioni di Calabria News 24. Tra questi, l'ipotesi di un presunto biglietto d'addio che una delle coinquiline avrebbe consegnato in Questura. Anche in questo caso, si tratta di una circostanza che attende riscontri ufficiali e che non può essere interpretata come una spiegazione della scomparsa. Rahel viveva alle Maisonettes insieme ad altre due ragazze. Alcune testimonianze raccolte nell'ambiente universitario avevano inoltre descritto una giovane particolarmente triste e desolata nell'ultimo periodo. Lazar, frequentatore della comunità internazionale presente nel campus, aveva raccontato di incontrarla spesso al bar delle Maisonettes e di averla sentita lamentare la propria condizione di malessere. Aveva riferito anche di una sua ricerca di assistenza negli ultimi tempi. La studentessa si è allontanata dagli alloggi universitari il 19 ottobre e da allora non sono arrivate notizie certe sui suoi spostamenti. Il fratello è arrivato dalla Germania per seguire le ricerche, mentre la comunità universitaria e le persone vicine alla giovane continuano a sperare in un suo ritrovamento.

Una ricostruzione ancora aperta

La violenza che Rahel avrebbe riferito di aver subito a giugno, l'accesso al Pronto soccorso di ottobre, il mancato accompagnamento in Questura, la possibile ricerca di assistenza e gli altri elementi emersi negli ultimi giorni compongono una ricostruzione che richiede ancora molte verifiche. Nessuno di questi passaggi, preso singolarmente o insieme agli altri, permette di stabilire un collegamento causale con la scomparsa. È fondamentale non confondere le informazioni raccolte con gli accertamenti ufficiali e non formulare conclusioni sulle intenzioni o sulle condizioni personali della ragazza. Resta soprattutto una giovane donna da ritrovare. E resta la necessità di ricostruire, con rispetto e senza trasformare il suo vissuto in una successione di supposizioni, che cosa sia accaduto nei mesi precedenti al suo allontanamento.