Pasqualina Straface
Pasqualina Straface

Contrastare l’isolamento sociale degli anziani attraverso relazioni continuative, presenza sul territorio e coinvolgimento delle nuove generazioni. È l’obiettivo di “La Calabria ti fa compagnia”, la nuova misura approvata dalla Giunta regionale con uno stanziamento complessivo di 1,5 milioni di euro.

L’iniziativa, promossa dall’assessore regionale al Welfare, alle Pari opportunità e all’Inclusione sociale Pasqualina Straface, nasce dalla volontà di affrontare una fragilità sempre più diffusa in una regione segnata dall’invecchiamento della popolazione e dalla partenza di molti giovani.

Non assistenza sanitaria, ma relazioni di comunità

Il progetto non viene concepito come un servizio di assistenza domiciliare o sanitaria. L’obiettivo è invece costruire una rete stabile di relazioni capace di affiancare gli anziani nella quotidianità, attraverso attività semplici ma importanti come una passeggiata, la spesa, la lettura o momenti di compagnia.

Le risorse utilizzate provengono dal Fondo destinato alla promozione di misure di sviluppo economico e saranno impiegate, secondo quanto spiega la Regione, per un intervento strutturale di coesione sociale.

Nasce la figura dell’“amico di comunità”

Uno dei pilastri dell’iniziativa sarà l’“amico di comunità”, un giovane tra i 18 e i 35 anni che accompagnerà l’anziano per un periodo di almeno dodici mesi.

Saranno coinvolti studenti universitari e giovani del territorio presi in carico attraverso gli enti del Terzo Settore. Il loro compito sarà garantire ascolto, presenza e condivisione della vita quotidiana.

Per i partecipanti è previsto anche un percorso di valorizzazione dell’esperienza, attraverso formazione certificata, crediti formativi universitari e un’indennità economica.

Il custode sociale per intercettare le situazioni di isolamento

Accanto all’amico di comunità sarà introdotta una seconda figura: il “custode sociale di comunità”.

Si tratterà di un operatore di prossimità stabilmente presente sul territorio, con il compito di individuare precocemente situazioni di solitudine e fragilità prima che possano trasformarsi in problematiche socio-sanitarie più gravi.

L’obiettivo è intervenire prima dell’emergenza, riducendo anche il rischio di ricorso improprio alle strutture residenziali o ai pronto soccorso.

Una piattaforma digitale per mettere in contatto giovani e anziani

Il progetto prevede inoltre la realizzazione di una piattaforma digitale regionale per favorire l’abbinamento tra giovani e anziani.

Attraverso lo stesso sistema sarà costruita anche una banca dati georeferenziata dedicata al fenomeno della solitudine in Calabria, con l’intento di conoscere meglio la distribuzione del bisogno sul territorio e programmare interventi più mirati.

La sperimentazione durerà dodici mesi e sarà sottoposta alla valutazione di un organismo terzo e indipendente individuato nell’ambito delle università calabresi.

L’obiettivo di rendere permanente il servizio

Nelle intenzioni della Regione, la fase sperimentale dovrà rappresentare il punto di partenza per rendere stabile la figura del custode sociale.

L’obiettivo politico e amministrativo è inserirla nel repertorio regionale delle qualificazioni e finanziarla in modo continuativo attraverso gli Ambiti territoriali, trasformandola così in uno strumento permanente del sistema di welfare calabrese.

Straface: «Un welfare più umano e vicino alle persone»

«Con questo progetto stiamo ponendo le basi per un welfare nuovo, coraggioso e profondamente umano», afferma Pasqualina Straface.

L’assessore sottolinea come la solitudine involontaria non debba essere considerata soltanto una questione privata, ma un problema che riguarda la salute pubblica, la dignità delle persone e la tenuta delle comunità.

«Non stiamo creando l’ennesimo servizio assistenziale, stiamo ricostruendo relazioni e senso di comunità», evidenzia Straface, ribadendo anche il ruolo centrale che potranno svolgere i giovani.

Prevenire la fragilità prima che diventi emergenza

La filosofia alla base della misura è quella di agire in anticipo sui bisogni nascosti.

«Non aspettiamo l’emergenza, ma preveniamo la fragilità infondendo fiducia», conclude l’assessore.

La Regione punta quindi a costruire un modello di welfare che non si limiti alle prestazioni materiali o sanitarie, ma riconosca il valore dell’ascolto, della compagnia e dell’inclusione sociale come elementi essenziali per garantire agli anziani una maggiore qualità della vita.