Si intitola “Visioni numeriche” la prima personale di Raffaele Rio, promossa dall'Associazione “Gianmarco De Maria” in collaborazione con l'istituto Demoskopika e patrocinata dal Comune di Rende. Ad ospitare il vernissage il prossimo 26 novembre dalle ore 10.30 alle ore 19, curato da Vincenza Galeano, sarà il Museo Civico di Rende. “L’intero ricavo della mostra – si legge nella nota stampa - sarà devoluto all'assistenza dei bambini in età pediatrica affetti da patologie emato-oncologiche, genetiche e rare.

L'Associazione italiana registri tumori, stima che per il quinquennio 2016-2020, in Italia, siano state diagnosticate 7.000 neoplasie tra i bambini e 4.000 tra gli adolescenti (15-19 anni), in linea con il quinquennio precedente.

 

«La nostra realtà – dichiara Franco De Maria, direttore Associazione Gianmarco De Maria” - è, ormai da vent’anni, impegnata nel tentativo, sempre più difficile) di alleviare i disagi che accompagnano una diagnosi di cancro infantile. Sono malattie che non hanno una scadenza definita, possono durare anni nella migliore delle ipotesi, o tutta la vita. Comportano uno stravolgimento delle abitudini della famiglia. Complice anche la pandemia, da qualche anno il nostro impegno si è trasformato. Accompagniamo e seguiamo le nostre famiglie nello stesso modo, ma altrove: Roma, Milano, Genova, Bologna, Firenze, Padova. Continuiamo, però, ad avere nel cuore la nostra terra. Il nostro impegno nel prossimo futuro è proiettato ad “accogliere e curare nel modo migliore possibile i nostri piccoli anche a casa loro».

 

«Il dato non è solo un participio passato – precisa Raffaele Rio, autore delle 25 opere astratte che verranno esposte al Museo Civico di Rende - ma principalmente un affascinante visione da tracciare con spatola e pennello. Dipingere è emozione. Trasmettere alle persone ciò che sento è davvero straordinario e appagante. La nostra speranza – conclude Raffaele Rio – è che l’immenso cuore delle persone possa donare un aiuto concreto ed un piccolo sorriso a questi ragazzi e alle loro famiglie».