Palermo si prepara ad accogliere una nuova edizione di “Earth Day Med”, il Festival del Clima del Mediterraneo, in programma dal 18 al 22 aprile al Teatro Garibaldi. Per il terzo anno consecutivo, la città diventa un punto di riferimento internazionale per il dibattito sulle grandi trasformazioni ambientali, energetiche e sociali. Il Mediterraneo, sempre più esposto agli effetti dei cambiamenti climatici e alle tensioni geopolitiche, si conferma uno spazio strategico in cui costruire nuove politiche condivise e modelli di sviluppo sostenibile. L’iniziativa, promossa dalla Fondazione Studio Rizoma con partner accademici e istituzionali, mira a rafforzare il dialogo tra territori e a delineare una visione comune per il futuro della regione.

Un laboratorio internazionale tra ricerca, istituzioni e società civile
Il festival si propone come una piattaforma di confronto che unisce esperti, istituzioni, studenti e attivisti, con l’obiettivo di sviluppare strategie concrete per affrontare le emergenze climatiche. Inserito nel lavoro della rete Mediterranean Alliance of Think Tank on Climate Change, l’evento punta a rafforzare la cooperazione tra i Paesi del bacino, affrontando temi come la sicurezza energetica, la transizione alle rinnovabili e la stabilità geopolitica. Il cuore del programma sarà dedicato al dialogo tra discipline e competenze diverse, in un’ottica di integrazione tra politiche ambientali, economiche e sociali.

Eventi, cultura e partecipazione per costruire una visione condivisa
Il calendario prevede incontri, workshop, proiezioni e momenti artistici che accompagneranno i cinque giorni di lavori. Tra gli appuntamenti principali, l’apertura con la teorica Patricia Hill Collins, le passeggiate ambientali guidate e la presentazione di documentari sul sistema alimentare globale. Ampio spazio sarà dedicato anche ai temi dell’acqua e della sostenibilità alimentare, oltre alla giornata centrale del 22 aprile con la presentazione di un manifesto per il Mediterraneo in vista della COP31. Accanto ai dibattiti, il festival valorizza anche arte e attivismo, promuovendo nuove forme di partecipazione e consapevolezza collettiva nella lotta al cambiamento climatico.