Maria Chindamo
Maria Chindamo

A dieci anni dalla scomparsa di Maria Chindamo, torna forte il richiamo alla memoria e alla giustizia per una delle vicende più drammatiche legate alla violenza mafiosa in Calabria. A ricordare l’imprenditrice di Laureana di Borrello è stata la presidente della Commissione parlamentare antimafia, Chiara Colosimo, con un messaggio pubblicato sui social.

“Dieci anni fa veniva uccisa Maria Chindamo, donna, madre, imprenditrice coraggiosa. Una storia che non può e non deve essere dimenticata”, ha scritto Colosimo, sottolineando il valore simbolico della figura dell’imprenditrice calabrese.

Una donna diventata simbolo di libertà

Maria Chindamo, 44 anni, fu rapita e uccisa il 6 maggio 2016 a Limbadi, nel Vibonese. Secondo la ricostruzione della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, il corpo sarebbe stato dato in pasto ai maiali e i resti successivamente distrutti con la fresa di un trattore.

Per la presidente della Commissione antimafia, Maria Chindamo rappresenta oggi tutte le donne che ogni giorno combattono per la propria libertà e per il diritto di vivere senza paura. Una donna che aveva scelto di restare nella sua terra e di affermare con coraggio la propria autonomia personale e professionale.

La lotta contro la sopraffazione mafiosa

Nel messaggio diffuso sui social, Chiara Colosimo evidenzia come proprio quella scelta di indipendenza abbia trasformato Maria Chindamo in un bersaglio della ’Ndrangheta.

“Il suo nome è diventato simbolo di dignità, di legalità, di una battaglia ancora aperta contro ogni forma di criminalità, violenza e sopraffazione”, ha affermato la presidente della Commissione parlamentare antimafia.

Una vicenda che continua a rappresentare una ferita aperta per la Calabria e per tutto il Paese, ma anche un monito contro il potere mafioso e la cultura della violenza.

La memoria come impegno collettivo

Nel ricordo di Maria Chindamo, Colosimo richiama il ruolo delle istituzioni e della società civile nel trasformare il dolore in consapevolezza e il silenzio in partecipazione attiva.

Secondo la presidente della Commissione antimafia, nessuna donna deve essere lasciata sola e legalità e giustizia devono tradursi in diritti concreti da difendere quotidianamente.

“La memoria diventi futuro”

A dieci anni dalla scomparsa, il nome di Maria Chindamo continua a essere associato a una battaglia di civiltà che va oltre la cronaca giudiziaria. Una storia che parla di coraggio, libertà e resistenza alla violenza mafiosa.

“Maria Chindamo continua a parlarci. Sta a noi ascoltarla, ricordarla e agire. Perché la memoria diventi futuro”, conclude il messaggio di Chiara Colosimo, rilanciando un appello alla responsabilità collettiva e alla difesa dei valori della legalità.