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Quattro persone sono state arrestate dalla Guardia di Finanza nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria su un presunto traffico internazionale di sostanze stupefacenti. Le misure cautelari, eseguite tra Calabria e Sicilia, sono state disposte dal gip del Tribunale di Reggio Calabria su richiesta del procuratore Giuseppe Borrelli. Gli indagati sono stati condotti in carcere perché ritenuti gravemente indiziati, a vario titolo, di appartenere a un’associazione per delinquere finalizzata al narcotraffico. Le indagini, condotte dal Gruppo della Guardia di Finanza di Locri, avrebbero consentito di delineare l’attività di una presunta organizzazione con base nella Locride, impegnata nell’acquisto, nel trasporto e nella commercializzazione di cocaina e marijuana. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il gruppo avrebbe avuto un canale di distribuzione in Sicilia e collegamenti internazionali con Germania, Austria e Repubblica Ceca.

Telefoni criptati, doppi fondi e corrieri per trasportare la droga

Un ruolo centrale nell’inchiesta sarebbe stato svolto dall’analisi delle comunicazioni scambiate attraverso piattaforme criptate. Gli investigatori sarebbero riusciti a ricostruire trattative, rapporti tra fornitori e acquirenti e sistemi utilizzati per il trasferimento sia della droga sia del denaro. Secondo l’accusa, per rendere più difficili le attività investigative sarebbero stati utilizzati telefoni dedicati e una rete di corrieri definiti “mercenari”. Gli stupefacenti sarebbero stati trasportati a bordo di automobili appositamente modificate con doppi fondi. Prima di alcune trasferte, inoltre, sarebbero stati impiegati rilevatori elettronici per verificare l’eventuale presenza di microspie, mentre lungo gli spostamenti sarebbero state utilizzate anche vetture di staffetta. Il territorio reggino è già emerso in altre importanti indagini sul traffico internazionale di stupefacenti. Calabria News 24 ha recentemente raccontato anche l’operazione che ha portato alla scoperta di una raffineria clandestina di cocaina a Sant’Agata del Bianco nell’ambito di un’inchiesta sui traffici tra Sud America, Italia e Calabria. CalabriaNews24

Settantasette chili di droga e oltre 1,6 milioni di euro

I numeri ricostruiti nell’ambito dell’inchiesta descrivono, secondo gli investigatori, un traffico di dimensioni rilevanti. Complessivamente sarebbero stati movimentati circa 77 chili di sostanze stupefacenti, di cui 54 chili di cocaina e 23 di marijuana. Tra luglio 2020 e marzo 2021 sarebbero inoltre transitati oltre 1,6 milioni di euro in contanti, almeno in parte ritenuti riconducibili al narcotraffico. Il denaro sarebbe stato inserito, secondo l’ipotesi investigativa, in un sistema di pagamento e riciclaggio attraverso canali finanziari paralleli. Contestualmente all’esecuzione delle quattro misure cautelari, la Guardia di Finanza ha effettuato diverse perquisizioni nelle abitazioni e negli immobili riconducibili o comunque nella disponibilità degli indagati.