Cutro, la notte del naufragio: nuove domande sul sistema dei soccorsi
Il servizio di Report riapre il caso del 2023: ricostruzioni, testimonianze e interrogativi sulle decisioni delle autorità durante le ore della tragedia che costò 94 vite
Nel corso di una recente puntata, Report su Rai 3 ha ripreso l’analisi del naufragio avvenuto a Cutro nel febbraio 2023, una tragedia che ha causato 94 morti, inclusi molti bambini. Il servizio firmato da Rosamaria Aquino si è soffermato anche sul processo in corso a Crotone che coinvolge sei appartenenti a Guardia di Finanza e Guardia Costiera, accusati di possibili ritardi nei soccorsi. Le udienze si tengono in forma riservata, senza registrazioni audio e video, scelta che il programma mette in discussione interrogandosi sulla sua motivazione e sul tema della trasparenza.

Le ore della tragedia e le prime richieste di aiuto
Dalle ricostruzioni emerge la sequenza concitata della notte del disastro. La prima chiamata di emergenza arriva al brigadiere dei carabinieri Lorenzo Nicoletta da un migrante a bordo del caicco Summer Love, che segnala la rottura dell’imbarcazione e persone finite in acqua.
Le pattuglie inviate sul posto descrivono uno scenario estremamente grave, con vittime già accertate e numerose persone, tra cui donne e bambini, in difficoltà o senza vita. Le comunicazioni radio e telefoniche riportate nel servizio restituiscono un clima di forte emergenza, ma anche di incertezza operativa, con riferimenti alle condizioni del mare e alle difficoltà di intervento da parte delle unità in navigazione.

Interventi, procedure e interrogativi sulle decisioni
Secondo quanto ricostruito da Report, nelle fasi iniziali dell’evento l’approccio prevalente sarebbe stato orientato più al controllo che al soccorso immediato. Alcune registrazioni successive riportano la percezione di operatori secondo cui le unità si attiverebbero solo in presenza di segnalazioni ritenute certe e formalizzate.
Il servizio evidenzia inoltre il tempo trascorso tra l’allerta di Frontex e la partenza delle unità navali, avvenuta diverse ore dopo, in un contesto meteorologico in peggioramento. Viene richiamata anche una direttiva del 2022 che subordinava gli interventi in mare alla presenza di un evento SAR già evidente, elemento che secondo l’inchiesta potrebbe aver inciso sulle valutazioni operative.
Nel complesso, l’approfondimento solleva interrogativi sulle modalità decisionali adottate quella notte e sul rapporto tra attività di polizia e dovere di soccorso, temi che restano al centro del procedimento giudiziario e del dibattito pubblico sul caso Cutro.
VIDEO DI REPERTORIO