Cosenza, Mancini denuncia: «Feretri accatastati per mesi, i nostri cari meritano rispetto»
L’esponente del Pd Calabria interviene sulla situazione di Colle Mussano e accusa il Comune: «Gli 80 nuovi loculi annunciati entro giugno non sono ancora stati realizzati»

Tempi che, secondo la denuncia, possono superare i quattro mesi prima di arrivare a una sepoltura definitiva e feretri che, durante l’attesa, resterebbero nell’obitorio. È la situazione segnalata da Giacomo Mancini, componente della Direzione del Partito Democratico della Calabria ed ex parlamentare socialista, che interviene sulle condizioni del cimitero di Colle Mussano a Cosenza. «C’è soltanto una cosa più dolorosa del dover dire addio a una persona cara: non poterle garantire una degna sepoltura», afferma Mancini, sostenendo che alle famiglie coinvolte venga imposto un ulteriore carico di rabbia e frustrazione.
Gli 80 loculi annunciati e i lavori ancora fermi
Nel mirino dell’esponente politico finisce anche la realizzazione di nuovi loculi. Mancini ricorda infatti che il Comune aveva annunciato la consegna di 80 spazi entro giugno per affrontare un’emergenza che, a suo dire, si trascina da tempo.
Alla fine di settembre, sostiene però Mancini, i lavori non sarebbero ancora iniziati. «Fare promesse su un tema così delicato e poi non mantenerle è inaccettabile», afferma.
La questione si inserisce in un dibattito più ampio sulla gestione dei servizi e delle aree periferiche cittadine. Calabria News 24 aveva già raccontato le denunce di Mancini sui disagi nelle contrade e nelle frazioni di Cosenza, tra viabilità, manutenzione e trasporti insufficienti.
Dalle lampade votive alle esumazioni
Secondo Mancini, quanto sta accadendo a Colle Mussano non rappresenterebbe un episodio isolato, ma si aggiungerebbe ad altri problemi già emersi negli ultimi anni. L’esponente del Pd richiama le lunghe attese dei cittadini per il pagamento del canone delle lampade votive e per le volture dei contratti, oltre alla vicenda degli aumenti delle tariffe successivamente ritirati. Nel suo intervento cita anche le richieste di pagamento legate alle esumazioni dopo trent’anni, da lui già definite una «tassa sulla memoria». «Il cimitero non può essere amministrato come un ufficio qualsiasi», sostiene Mancini, sottolineando come si tratti di un luogo legato al dolore, ai ricordi e agli affetti delle famiglie.
«Il cimitero è parte della città»
Per Mancini, Colle Mussano deve essere considerato a tutti gli effetti parte della città e ricevere la stessa attenzione riservata agli altri spazi urbani. «È il luogo della memoria collettiva di Cosenza, dove riposano le generazioni che ci hanno preceduto», afferma, chiedendo maggiore cura e programmazione. Il messaggio finale è rivolto direttamente all’amministrazione comunale. «Prendersi cura di Cosenza significa prendersi cura anche della sua memoria. Significa garantire dignità a chi non c’è più e rispetto a chi resta».
E conclude: «I nostri cari meritano rispetto. Sempre».