Referendum sulla separazione delle carriere, Loizzo “La Lega sostiene con forza il sì anche in Calabria”
La deputata interviene nel dibattito sulla riforma della giustizia e ribadisce l’impegno del partito guidato da Matteo Salvini per l’approvazione del quesito referendario
La Lega conferma il proprio sostegno al referendum sulla separazione delle carriere in magistratura. A ribadirlo è la deputata Simona Loizzo, che in una nota ha sottolineato l’impegno del partito nel promuovere il voto favorevole alla riforma, ritenuta un passaggio decisivo per il sistema giudiziario italiano.
“Siamo fortemente impegnati a sostenere le ragioni del sì al referendum sulla separazione delle carriere”, ha dichiarato Loizzo, evidenziando come la consultazione rappresenti, a suo avviso, un’opportunità per garantire una giustizia più equa senza compromettere l’autonomia della magistratura.
Salvini in prima linea per la riforma
Nel suo intervento, la parlamentare ha richiamato il ruolo del leader della Lega Matteo Salvini, sottolineando il coinvolgimento diretto del partito nella campagna referendaria.
Secondo Loizzo, l’obiettivo è quello di “non perdere l’occasione di regalare all’Italia una riforma costituzionale di alto livello”, capace di incidere sull’organizzazione della giustizia attraverso la separazione tra magistratura requirente e giudicante.
L’attenzione rivolta alla Calabria
Particolare attenzione viene rivolta anche alla Calabria, dove la deputata si dice fiduciosa sull’esito del voto. “Siamo fiduciosi che anche in Calabria le ragioni del sì prevarranno”, ha affermato Loizzo, indicando nella regione un territorio sensibile ai temi della riforma della giustizia e del funzionamento del sistema giudiziario.
Un tema centrale nel dibattito politico nazionale
Il referendum sulla separazione delle carriere rappresenta uno dei punti più discussi del confronto politico sulla riforma della giustizia, dividendo opinione pubblica e forze politiche tra sostenitori e contrari.
La presa di posizione della deputata calabrese si inserisce quindi nel più ampio dibattito nazionale che accompagnerà i prossimi mesi, in vista della consultazione referendaria chiamata a incidere sull’assetto costituzionale della magistratura italiana.