Morto durante la corsa verso l’ospedale, Baldino denuncia il dramma della sanità nelle aree interne
Il cordoglio per Antonio “Tonino” Sommario e l’accusa della deputata M5S: “Senza ambulanze e presìdi, il diritto alla salute diventa un privilegio”
La tragica scomparsa di Antonio “Tonino” Sommario, colpito da un improvviso malore nel territorio di Longobucco, ha riacceso con forza il dibattito sulle condizioni della sanità nelle aree interne della Calabria. L’uomo è deceduto mentre cercava disperatamente di raggiungere in auto l’ospedale più vicino, in una corsa contro il tempo che si è rivelata inutile. Una vicenda che ha scosso profondamente la comunità locale e che, secondo molti, non può essere liquidata come una semplice fatalità.
Il cordoglio e la denuncia della deputata Baldino
A intervenire con parole dure è stata la deputata del Movimento 5 Stelle Vittoria Baldino, che in una nota ha espresso il proprio profondo cordoglio alla famiglia di Tonino Sommario e la piena vicinanza ai suoi cari. La parlamentare ha sottolineato come la morte dell’uomo rappresenti “l’ennesimo e gravissimo campanello d’allarme” sulla condizione della sanità nei territori montani dell’entroterra calabrese.
La corsa disperata senza soccorsi
A rendere la vicenda ancora più drammatica, secondo Baldino, è il fatto che al momento del malore non fosse disponibile un’ambulanza sul territorio. Una mancanza che avrebbe costretto la famiglia a tentare una corsa solitaria verso l’ospedale, senza il supporto di un sistema di emergenza-urgenza adeguato. Un dettaglio che, per la deputata, trasforma una tragedia personale in una questione pubblica e politica.
Servizi sanitari assenti e territori isolati
Nel suo intervento, Baldino allarga lo sguardo alla situazione generale di Longobucco e delle aree montane circostanti. In questi territori, afferma, la guardia medica non è sempre garantita, i mezzi di soccorso non sono presenti in modo continuativo e le lunghe distanze dagli ospedali rendono ogni emergenza un percorso a ostacoli. Una realtà segnata da una cronica carenza di personale medico, di presìdi territoriali e di servizi essenziali per le emergenze.
Le responsabilità politiche secondo il M5S
La deputata critica duramente le risposte fornite negli anni alle denunce sulla sanità calabrese, definite insufficienti e ripetitive. Dai richiami al numero chiuso a medicina ai generici problemi strutturali, secondo Baldino si continua a ignorare una causa centrale: la scarsa attrattività del sistema sanitario regionale, compromessa da scelte politiche definite “scellerate”. Decisioni che avrebbero contribuito ad allontanare professionisti e risorse, lasciando scoperti i territori più fragili.
Il diritto alla salute come questione di equità
“Non possiamo più accettare – afferma Baldino – che il diritto alla salute, sancito dalla Costituzione, diventi un privilegio per chi vive vicino ai grandi centri e una condanna per chi abita nelle aree interne”. Parole che richiamano un principio fondamentale e che pongono l’accento su una disuguaglianza territoriale sempre più evidente, dove il luogo in cui si vive può fare la differenza tra ricevere soccorsi tempestivi o restare soli.
Una morte che diventa simbolo di un sistema in crisi
Secondo la parlamentare, Tonino Sommario “non è morto per caso”, ma per l’assenza di servizi sanitari essenziali a Longobucco, a partire da un’ambulanza disponibile e da soccorsi rapidi. Finché lo Stato continuerà ad arretrare nelle aree interne, avverte Baldino, ogni ritardo nei soccorsi rischia di trasformarsi in una condanna.
La richiesta di interventi immediati
La conclusione dell’intervento è un appello diretto alle istituzioni. Baldino assicura che continuerà a pretendere risposte e interventi immediati, affinché tragedie come quella di Tonino Sommario non si ripetano. Una richiesta che va oltre il singolo caso e chiama in causa il futuro stesso delle comunità interne calabresi, sempre più esposte alle conseguenze di un sistema sanitario fragile e diseguale.