Il Consiglio regionale della Calabria ha approvato una legge che consente di riportare in corsia i medici già pensionati, al fine di far fronte alle carenze di organico negli ospedali. La proposta, presentata dal presidente dell’assemblea Salvatore Cirillo e dai capigruppo della maggioranza di centrodestra, prevede che le Aziende sanitarie possano conferire incarichi di lavoro autonomo a medici del Servizio sanitario regionale o nazionale che hanno già raggiunto l'età pensionabile. Questi incarichi riguarderanno attività cliniche, assistenziali, di emergenza e di supporto ai servizi territoriali.

Priorità per le aree critiche

Gli incarichi di lavoro autonomo saranno assegnati prioritariamente in ambiti chiave come i pronto soccorso, la medicina d’urgenza, l’anestesia e la rianimazione, la medicina interna, la geriatria e le discipline d’area medica. L’obiettivo principale è garantire la continuità dei servizi sanitari e rispondere alle urgenti necessità degli ospedali, in particolare per i reparti più critici che soffrono della mancanza di personale. Tra le motivazioni più urgenti, vi è la minaccia di chiusura di alcune strutture ospedaliere, come quelle di Polistena e Locri, che potrebbero essere costrette a chiudere a causa della scarsità di medici.

Complementarietà con la proposta nazionale

Questa legge regionale si inserisce come misura complementare a un emendamento in fase di discussione a livello nazionale, che prevede la possibilità di richiamare medici pensionati per colmare le lacune di organico nelle strutture sanitarie. L’iniziativa regionale è stata concepita per rispondere in maniera tempestiva alle criticità del sistema sanitario, assicurando una soluzione immediata mentre si attende la conversione dell'emendamento in legge. Con questa misura, la Calabria intende garantire una risposta rapida ed efficace, rafforzando l’assistenza sanitaria nelle zone più vulnerabili e garantendo la presenza di medici esperti in settori fondamentali per la salute della popolazione.