Autonomia differenziata, Franz Caruso attacca: “Grave il sì di Occhiuto”
Secondo Caruso, la scelta del governatore rappresenta “un atto politico che segna una rottura netta con gli impegni assunti verso la Calabria e il Mezzogiorno”
Il dibattito sull’autonomia differenziata torna ad accendersi, e questa volta al centro della polemica c’è la posizione assunta dal presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, in materia sanitaria. A sollevare critiche dure è il sindaco di Cosenza, Franz Caruso, che definisce “grave” il via libera dato alle pre-intese nel corso della Conferenza Stato-Regioni.
Secondo Caruso, la scelta del governatore rappresenta “un atto politico che segna una rottura netta con gli impegni assunti verso la Calabria e il Mezzogiorno”. Una decisione che, a suo avviso, risulta ancora più incomprensibile se inserita nel contesto in cui è maturata: il voto favorevole espresso il 2 aprile in una delle sedi istituzionali più rilevanti per le politiche nazionali.
“È nella Conferenza Stato-Regioni che si compiono le scelte vere, quelle che incidono concretamente sugli equilibri del Paese”, sottolinea il primo cittadino. “Ed è lì che il presidente Occhiuto, dopo mesi di dichiarazioni prudenti e richieste di moratoria, ha scelto di dire sì”.
Caruso evidenzia come, nei mesi precedenti, fossero stati più volte ribaditi appelli alla cautela, con richieste precise: garantire prima le risorse necessarie e assicurare i Livelli essenziali delle prestazioni. “Parole che andavano nella giusta direzione – afferma – e che io stesso ho richiamato pubblicamente per incalzare il presidente della Regione a difendere davvero i nostri territori. Oggi, invece, scopriamo che a quelle parole non sono seguiti i fatti, proprio nel momento decisivo”.
Il sindaco di Cosenza ribadisce inoltre i timori già espressi in passato: un’autonomia differenziata priva di adeguate garanzie rischierebbe di ampliare il divario tra Nord e Sud, creando “cittadini di serie A e cittadini di serie B”.
“Ho chiesto con forza che la Calabria non fosse sacrificata sull’altare degli equilibri interni alla maggioranza di governo – conclude Caruso – e invece è esattamente ciò che è accaduto, nero su bianco, in una sede ufficiale dello Stato”.
La presa di posizione riaccende così il confronto politico su una riforma che continua a dividere istituzioni e territori, soprattutto per le possibili ricadute sul sistema sanitario e sull’equità tra le diverse aree del Paese.