La presidente Colosimo
La presidente Colosimo

«Bisogna chiudere i porti alla ’ndrangheta». È il messaggio lanciato da Chiara Colosimo al termine della missione svolta a Gioia Tauro da una delegazione della Commissione parlamentare antimafia da lei presieduta.

La visita è stata organizzata per approfondire le attività di prevenzione e contrasto al narcotraffico e alle infiltrazioni della criminalità organizzata nell’area di uno dei principali scali del Mediterraneo.

«Abbiamo fatto il punto sui protocolli stipulati con le forze dell’ordine. Credo che possano essere esportati come modello e, se si può fare ancora di più, solleciteremo perché questo venga fatto», ha dichiarato Colosimo.

Le audizioni con istituzioni e forze dell’ordine

Nel corso della missione la delegazione parlamentare ha svolto una serie di audizioni con i vertici della Capitaneria di porto, dell’Autorità di sistema portuale, della Polizia di Stato, dell’Arma dei carabinieri, della Guardia di finanza e dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

L’obiettivo è stato acquisire nuovi elementi conoscitivi sulle strategie adottate per prevenire e reprimere i fenomeni criminali che interessano il porto di Gioia Tauro, considerato uno snodo strategico per i traffici commerciali internazionali.

Il contrasto al narcotraffico internazionale

La presidente della Commissione antimafia ha espresso apprezzamento per il lavoro svolto quotidianamente dalle forze di polizia e dalla magistratura.

«Sono contenta di aver organizzato questa missione per il lavoro straordinario che viene svolto sia dalle forze di polizia sia dalla magistratura sul porto di Gioia Tauro», ha affermato.

Colosimo ha però richiamato l’attenzione sulla persistente capacità economica e intimidatoria della ’ndrangheta, che continuerebbe a utilizzare il territorio calabrese come punto di collegamento con le grandi organizzazioni criminali sudamericane.

I rapporti con i cartelli sudamericani

Secondo quanto evidenziato dalla presidente, la ’ndrangheta continuerebbe a rappresentare un ponte con i cartelli attivi nell’area della Tripla Frontiera e con il Primeiro Comando da Capital, una delle principali organizzazioni criminali brasiliane.

L’obiettivo di tali collegamenti, ha sostenuto Colosimo, sarebbe quello di introdurre quantità sempre maggiori di droga in Italia attraverso le rotte internazionali che interessano anche il porto di Gioia Tauro.

La missione della Commissione punta dunque a verificare l’efficacia dei protocolli già operativi e a valutare eventuali ulteriori misure per rafforzare controlli, cooperazione investigativa e sicurezza dello scalo.