Uno degli ambulatori inaugurati
Uno degli ambulatori inaugurati

Sono stati inaugurati oggi i primi 22 ambulatori medici del nuovo ospedale della Sibaritide, in contrada Insiti a Corigliano-Rossano. L’apertura segna l’avvio concreto del percorso che porterà progressivamente al trasferimento delle attività oggi distribuite tra i presidi di Corigliano e Rossano. Alla cerimonia hanno partecipato il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto, il commissario delegato per l’attuazione degli interventi relativi ai nuovi ospedali calabresi Claudio Moroni, il sindaco Flavio Stasi, il prefetto di Cosenza Rosa Maria Padovano e l’arcivescovo di Rossano-Cariati monsignor Maurizio Aloise, che ha benedetto i locali dopo un momento di preghiera.

Occhiuto: «Un’opera attesa da vent’anni»

«Sono molto soddisfatto perché non credo che i calabresi possano ricordare un nuovo ospedale costruito negli ultimi quarant’anni», ha affermato Occhiuto. Il presidente della Regione ha ricordato come la struttura fosse stata promessa circa vent’anni fa e abbia subito, a suo giudizio, un’accelerazione decisiva negli ultimi anni. L’apertura odierna riguarda soltanto una prima parte dell’ospedale. Il trasferimento completo, ha spiegato il governatore, richiederà diversi mesi proprio per la complessità del passaggio tra le vecchie strutture e il nuovo presidio. «Cominciamo aprendo soltanto gli ambulatori perché dovunque in Italia, quando si apre un nuovo ospedale, il passaggio di tutte le attività fino alle sale chirurgiche impegna qualche mese», ha sottolineato.

Il cronoprogramma: sale operatorie entro marzo

Il piano predisposto dal Dipartimento Salute, da Azienda Zero e dall’Asp di Cosenza prevede ora una serie di passaggi progressivi.Nelle prossime settimane dovrebbero essere trasferite numerose attività e alcune degenze, con l’obiettivo di arrivare entro marzo 2027 alla piena operatività del complesso, comprese le sale chirurgiche. Per servizi ad alta specializzazione come medicina nucleare ed emodinamica, Occhiuto ha chiarito che sarà necessario procedere nel rispetto del Dm 70, che disciplina gli standard della rete ospedaliera. La Regione dovrà quindi adeguare progressivamente l’organizzazione dell’offerta sanitaria alla nuova struttura e alle funzioni che potranno essere effettivamente attivate.

«Otto incendi dolosi, ma ha vinto lo Stato»

Durante la cerimonia Occhiuto è tornato anche sugli incendi che negli anni hanno interessato il cantiere. «In questo ospedale ci sono stati otto incendi dolosi, forse perché c’era qualcuno che aveva interesse a dimostrare che le opere pubbliche non si possono concludere in Calabria: ha perso e ha vinto lo Stato», ha dichiarato il presidente della Regione. Il governatore ha ringraziato Prefettura e forze dell’ordine per il lavoro svolto intorno al cantiere, collegando il completamento della struttura anche alla risposta delle istituzioni sul fronte della sicurezza. L’ipotesi sulle finalità degli incendi resta una valutazione espressa dal presidente, mentre le responsabilità dei singoli episodi sono materia degli accertamenti condotti dalle autorità competenti.

Moroni: «Abbiamo affrontato problemi fuori dall’ordinario»

Anche il commissario Claudio Moroni ha ricordato le difficoltà affrontate nel corso della realizzazione. Secondo Moroni, il cantiere ha dovuto fare i conti non soltanto con gli episodi incendiari, ma anche con ritardi relativi ai servizi essenziali necessari alla piena funzionalità del complesso. Il commissario ha sottolineato come l’opera abbia attraversato una storia lunga, che risale almeno al primo stato di emergenza del 2007. Quella fase si chiuse nel 2010 senza arrivare alla realizzazione dell’ospedale, lasciando sostanzialmente un progetto preliminare. La svolta operativa, nella ricostruzione di Moroni, è arrivata nel 2024 dopo l’approvazione della variante progettuale. «Quello che vedete oggi è stato realizzato, almeno dagli scavi e dalle fondazioni, dal 2024 ad oggi», ha evidenziato.

Una struttura resa autosufficiente

Moroni ha inoltre spiegato che il presidio è stato reso in parte autosufficiente per consentire l’avvio delle attività nonostante alcune infrastrutture esterne abbiano richiesto tempi più lunghi. Il commissario ha richiamato, tra gli altri aspetti, le difficoltà legate a rete fognaria, approvvigionamento idrico e alimentazione elettrica, sostenendo che proprio l’utilizzo di strumenti emergenziali abbia consentito di superare una serie di ostacoli. «L’apertura di un ospedale così grande non può che essere graduale e avvenire per fasi», ha ribadito Moroni, sottolineando la necessità di coordinare il fabbisogno sanitario con le ultime attività di cantiere.

Occhiuto guarda anche a Vibo e Palmi

Durante l’inaugurazione il presidente della Regione ha allargato il ragionamento anche agli altri grandi cantieri sanitari calabresi. Occhiuto ha annunciato che nei prossimi mesi dovrebbe arrivare un ulteriore avanzamento per il nuovo ospedale di Vibo Valentia, mentre sul progetto della Piana di Gioia Tauro, a Palmi, ha riferito che sarebbero state superate alcune delle criticità che avevano rallentato l’opera. La nuova struttura della Sibaritide rappresenta intanto il primo banco di prova concreto di questo percorso. Dopo anni di progettazione, rallentamenti e difficoltà, l’apertura dei 22 ambulatori segna l’inizio della fase più delicata: trasformare un grande edificio sanitario in un ospedale pienamente funzionante, con reparti, personale e servizi realmente disponibili per tutto il territorio ionico cosentino.