Cosenza Vecchia tra crolli e polemiche, La Base : “L’amministrazione confida nel destino”
«Utilizzare il dramma delle famiglie sgomberate per indurre l’opinione pubblica a esultare davanti a un cumulo di macerie è vergognoso»
Il recente crollo di un edificio in via Campagna, nel cuore del centro storico di Cosenza, riaccende il dibattito sulla gestione della città vecchia e sulle responsabilità della giunta Caruso-Alimena-Mazzuca. A intervenire duramente è il collettivo civico La Base, che denuncia “una deriva preoccupante nella tutela del patrimonio storico cittadino”.
Secondo il gruppo, le affermazioni del consigliere comunale Francesco Alimena sul crollo hanno “imposto una riflessione profonda sulla gestione del nostro patrimonio più prezioso”. In particolare, La Base critica la visione politica dell’ex consigliere delegato al Centro Storico, accusando l’amministrazione di aver sostituito la programmazione con il “destino” e la tutela con l’attesa di un “crollo risolutivo”.
«Dopo quattro anni di gestione diretta della delega al Centro Storico – affermano da La Base – nascondersi dietro la parola ‘destino’ è inaccettabile. Con oltre 90 milioni di euro di finanziamenti disponibili, la città ha il diritto di pretendere una messa in sicurezza seria, preventiva e pianificata».
Il collettivo denuncia anche uno stravolgimento della visione storica: «Ricordiamo bene quando Alimena, da oppositore alle giunte Occhiuto, si faceva paladino della conservazione. Oggi la storia millenaria della città viene declassata a ‘impedimento allo stallo’, e il venir meno di un vincolo per via naturale (un crollo) viene accolto con sollievo».
La Base critica inoltre la strumentalizzazione della sofferenza dei cittadini: «Utilizzare il dramma delle famiglie sgomberate per indurre l’opinione pubblica a esultare davanti a un cumulo di macerie è vergognoso».
Per il collettivo civico, il crollo rappresenta “la misura del fallimento politico e dell’incapacità amministrativa della giunta Caruso-Alimena-Mazzuca”. «Un’amministrazione che confida nel fatalismo per sbloccare i cantieri ha rinunciato a governare. La tutela del centro storico richiede competenza, visione, dialogo e coerenza: non si può amministrare sperando che il fato risolva problemi trascurati per quattro anni e mezzo».
La Base conclude con un monito all’amministrazione: «La città ha memoria e pretende risposte».