Forza Italia, Occhiuto frena sulla leadership: «Il congresso lo decide Tajani, io ho quattro anni da governatore»
Il presidente della Regione Calabria e vicesegretario nazionale degli azzurri esclude, per ora, una candidatura alla guida del partito: «Si decide se giocare quando c’è la partita». E rilancia la sua idea di Forza Italia: più liberale, aperta ai rifo

Nessuna candidatura alla guida di Forza Italia, almeno finché un congresso non sarà convocato. Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria e vicesegretario nazionale del partito, torna a parlare degli equilibri interni agli azzurri e lo fa ai microfoni di Radio 24, evitando di trasformare il confronto politico delle ultime settimane in una sfida aperta al segretario Antonio Tajani. «Quando ci sarà il congresso di Forza Italia lo deciderà Tajani. E quando si deciderà se fare il congresso si decideranno i candidati. Io ho quattro anni davanti a me da governatore della Calabria e li voglio utilizzare», ha affermato Occhiuto. Alla domanda diretta su una possibile candidatura, la risposta è stata altrettanto netta: «No, anche perché non c’è il congresso. Si decide se giocare quando c’è la partita, oggi non c’è la partita». Le dichiarazioni arrivano dopo settimane nelle quali il governatore calabrese ha più volte rilanciato la necessità di rafforzare il profilo liberale e riformista di Forza Italia, precisando di non voler aprire una contrapposizione personale con Tajani.
Occhiuto: «Nessuna polemica con Tajani»
Il governatore insiste infatti sulla natura politica, più che personale, del confronto interno al partito. «Dobbiamo impegnarci tutti, quindi non c’è alcuna polemica nei confronti di Tajani, a fare di Forza Italia il partito del centrodestra che faccia l’altro pezzo di lavoro rispetto a Giorgia Meloni», ha spiegato. Una linea già emersa negli interventi pubblici dei giorni scorsi, nei quali Occhiuto aveva riconosciuto a Tajani il merito di aver guidato Forza Italia dopo la morte di Silvio Berlusconi, chiedendo però al partito di ampliare ulteriormente il proprio spazio politico e di rivolgersi con maggiore decisione all’elettorato riformista.
«Meloni ha trasformato la destra italiana in una destra europea»
Nel ragionamento di Occhiuto entra inevitabilmente anche il rapporto con Giorgia Meloni. «Giorgia Meloni è bravissima, ha evoluto la destra facendo diventare la destra italiana una destra europea», ha detto il presidente della Regione. Un riconoscimento al ruolo della premier al quale Occhiuto affianca, però, la necessità per Forza Italia di costruire una propria identità ben riconoscibile all’interno della coalizione. «Noi dobbiamo essere un partito liberale, che sappia guadagnare il voto dei riformisti, sappia fare l’altra parte, quella che non si può chiedere a Giorgia Meloni». È la tesi che il governatore calabrese sta sostenendo anche attraverso la presentazione del suo libro Il coraggio di governare. Idee liberali, la forza di realizzarle: Forza Italia, nella sua visione, dovrebbe occupare con maggiore decisione uno spazio liberale e riformista senza mettere in discussione l’appartenenza al centrodestra.
La sfida è conquistare l’elettorato riformista
Il punto centrale, quindi, non sarebbe contendere a Fratelli d’Italia la stessa area politica, ma ampliare la coalizione verso elettori che non si riconoscono nella destra tradizionale. Occhiuto indica in particolare quei riformisti che, a suo giudizio, potrebbero trovare in Forza Italia un riferimento politico più naturale. Una strategia che punta a distinguere maggiormente l’identità degli azzurri all’interno del centrodestra e che negli ultimi mesi ha alimentato il dibattito interno sul futuro del partito. Lo stesso governatore ha più volte sostenuto che riconoscere la leadership di Meloni non significhi rinunciare a costruire una proposta autonoma sui temi economici, sociali e istituzionali.
«Sui diritti civili il centrodestra non deve avere timidezze»
Tra i terreni sui quali Occhiuto chiede a Forza Italia di caratterizzarsi maggiormente ci sono anche i diritti civili. «Credo che ci sia necessità di dimostrare che c’è una parte del centrodestra che non ha timidezza nel parlare di diritti civili», ha osservato a Radio 24. Un passaggio che conferma la volontà del vicepresidente nazionale azzurro di spingere il partito verso un profilo più marcatamente liberale anche sui temi sociali, differenziandone la proposta rispetto alle altre componenti della maggioranza.
La leadership può aspettare, il confronto politico è già aperto
Per il momento, dunque, Occhiuto esclude di trasformare questa piattaforma politica in una candidatura alla segreteria. Il congresso di Forza Italia non è convocato e il presidente calabrese ribadisce che la decisione sui tempi spetta a Tajani. Allo stesso tempo, però, il confronto sul futuro degli azzurri è già iniziato: identità liberale, rapporto con Giorgia Meloni, apertura ai riformisti e maggiore attenzione ai diritti civili sono i punti sui quali Occhiuto vuole spingere il partito nei prossimi anni. Sul piano personale, almeno per ora, la priorità dichiarata resta la Calabria: «Ho quattro anni davanti a me da governatore e li voglio utilizzare».