Monte Botte Donato, il punto più alto della Sila tra natura e turismo
Paesaggi, biodiversità e sentieri rendono la vetta simbolo del Parco Nazionale della Sila una delle mete più suggestive della Calabria, sempre più frequentata da escursionisti e visitatori
La vetta più alta dell’altopiano silano continua ad attrarre escursionisti, appassionati di montagna e visitatori, rappresentando uno dei simboli ambientali più importanti della Calabria
La montagna simbolo della Sila e il suo valore naturalistico
Monte Botte Donato, con i suoi 1.928 metri di altitudine, è la vetta più alta dell’altopiano della Sila e uno dei punti panoramici più suggestivi dell’intera Calabria. Situato nel territorio del Parco Nazionale della Sila, domina un paesaggio fatto di foreste secolari, vallate e laghi che rappresentano uno dei patrimoni ambientali più preziosi del Mezzogiorno. Dalla cima, nelle giornate limpide, lo sguardo può spingersi fino al Mar Ionio e al Mar Tirreno, offrendo una prospettiva rara che racconta la posizione centrale della Sila nel cuore della regione. L’area è caratterizzata da una ricchissima biodiversità, con boschi di pino laricio, faggi e abeti che costituiscono un habitat fondamentale per numerose specie animali, tra cui il lupo appenninico, il capriolo e diverse specie di rapaci. Questo equilibrio ambientale, preservato negli anni anche grazie alla tutela del Parco, rende Monte Botte Donato un luogo di grande interesse non solo per il turismo, ma anche per studiosi e ricercatori che si occupano di ecosistemi montani.
Un luogo di storia, tradizioni e frequentazione turistica
Monte Botte Donato non è soltanto un riferimento geografico e naturalistico, ma anche un luogo legato alla storia e alle tradizioni della Sila. Per secoli le montagne silane sono state attraversate da pastori, boscaioli e viaggiatori che hanno contribuito a costruire una cultura fatta di lavoro, resilienza e rapporto diretto con la natura. Ancora oggi, rifugi e sentieri testimoniano questa lunga frequentazione umana, che si è evoluta nel tempo trasformandosi in una risorsa turistica sempre più importante. Negli ultimi anni l’area è diventata meta privilegiata per escursionisti, ciclisti e appassionati di trekking, soprattutto durante la stagione estiva, mentre in inverno le località vicine, come Lorica, attirano visitatori interessati alle attività sulla neve. La presenza di infrastrutture leggere e percorsi naturalistici consente di vivere la montagna senza alterarne l’equilibrio, mantenendo intatto il fascino di un ambiente che conserva ancora tratti di selvaticità difficili da trovare altrove.
Il ruolo strategico della Sila per il futuro del turismo ambientale
La crescente attenzione verso il turismo sostenibile e le esperienze all’aria aperta ha riportato Monte Botte Donato e l’intero altopiano silano al centro del dibattito sul futuro dello sviluppo turistico in Calabria. Sempre più viaggiatori cercano luoghi autentici, lontani dai circuiti affollati, dove sia possibile coniugare natura, benessere e scoperta del territorio. In questo contesto, la Sila rappresenta una risorsa strategica, capace di attrarre visitatori durante tutto l’anno grazie alla varietà di paesaggi e attività disponibili. Tuttavia, la valorizzazione di queste aree richiede una pianificazione attenta, che sappia coniugare promozione, tutela ambientale e servizi adeguati. Strade, sentieri, punti informativi e strutture di accoglienza devono essere migliorati senza compromettere l’equilibrio naturale che costituisce il principale valore di questi luoghi. Monte Botte Donato, con la sua imponenza e il suo significato simbolico, continua a rappresentare non solo il punto più alto della Sila, ma anche uno dei luoghi più rappresentativi dell’identità paesaggistica calabrese, capace di raccontare una montagna che non è soltanto scenario, ma parte viva della storia e del futuro della regione.