Reggio Calabria, sequestrate 143 opere false di Warhol, Haring e Banksy: indagine internazionale sulla Pop Art contraffatta
e perquisizioni effettuate all’estero hanno portato all’iscrizione nel registro degli indagati di tre cittadini belgi
Un vasto sistema di contraffazione artistica è stato scoperto a Reggio Calabria, dove i carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale di Cosenza hanno sequestrato 143 opere d’arte false, attribuite ai grandi nomi della Pop Art come Andy Warhol, Keith Haring e Banksy.
L’operazione, coordinata dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria, ha preso avvio da accertamenti sulle opere esposte nella mostra “Pop to Street Art: Influences”, allestita tra il luglio 2024 e il gennaio 2025 in tre sedi cittadine: l’Accademia di Belle Arti, la Casa della Cultura “Crupi” e il Museo Archeologico Nazionale.
In un primo momento, gli investigatori hanno sequestrato 133 lavori falsamente attribuiti a Warhol e Haring. Successivamente, grazie alla collaborazione con l’autorità giudiziaria belga, sono stati individuati e sequestrati altri 10 pezzi riconducibili a Banksy a Liegi, portando il totale a 143 opere. Ulteriori 11 lavori sono ancora al vaglio degli inquirenti stranieri.
Le opere, tra dipinti, grafiche e sculture, erano state concesse in prestito da una società belga all’Accademia reggina, organizzatrice dell’evento, per un corrispettivo di 50mila euro, con la possibilità di ulteriori guadagni derivanti dalla biglietteria e dalla vendita di merchandising.
Secondo quanto emerso dalle indagini, la falsità delle opere sarebbe stata accertata anche attraverso analisi scientifiche, evidenziando in molti casi contraffazioni definite dagli investigatori “grossolane”. Le perquisizioni effettuate all’estero hanno portato all’iscrizione nel registro degli indagati di tre cittadini belgi, ritenuti coinvolti, insieme alle società a loro riconducibili, nella gestione del sistema.
Gli inquirenti ipotizzano l’esistenza di una struttura criminale organizzata, specializzata nella produzione seriale di falsi d’autore legati ai principali esponenti della Pop Art, con l’obiettivo di allestire mostre in tutta Europa e trarne profitto, ingannando il pubblico sull’autenticità delle opere.
L’operazione rappresenta un importante intervento a tutela del patrimonio artistico e della corretta fruizione culturale, in un settore sempre più esposto al rischio di sofisticazioni e truffe internazionali.