La Corte d’Appello di Reggio Calabria ha confermato la decadenza da sindaco di Riace per Mimmo Lucano, ratificando quanto già stabilito dal Tribunale di Locri. La decisione accoglie il ricorso della Prefettura a seguito della condanna per falso a 18 mesi, con pena sospesa, maturata nel processo “Xenia”, relativo alla gestione dell’accoglienza dei migranti.

Applicazione della legge Severino e incandidabilità

Secondo la Prefettura, la condanna, divenuta definitiva nel febbraio 2025, rientra nei casi previsti dalla Legge Severino, configurando una causa di incandidabilità. Poiché la sentenza definitiva è intervenuta dopo l’elezione del giugno 2024, è stata attivata la procedura che porta alla decadenza dalla carica. Lucano era rimasto in carica dopo la sentenza di primo grado, in attesa del pronunciamento definitivo in Appello.

Ricorso in Cassazione e prospettive legali

I legali di Lucano hanno annunciato ricorso in Cassazione, con la possibilità di richiedere la sospensione degli effetti della decisione. La difesa contesta l’applicazione della normativa, sostenendo che il giudice penale non abbia disposto l’interdizione dai pubblici uffici e che il reato non sia stato commesso con abuso di potere o violazione dei doveri legati alla funzione. La vicenda resta quindi aperta sul piano giudiziario.