Comuni in crisi finanziaria, in Calabria oltre la metà degli enti ha affrontato una procedura
La relazione della Corte dei conti fotografa la situazione degli enti locali italiani: Calabria, Sicilia e Campania concentrano l’80,4% dei dissesti dichiarati negli ultimi cinque anni
Più di un Comune calabrese su due ha sperimentato almeno una procedura legata a una situazione di crisi finanziaria. È il dato che emerge dalla relazione al Parlamento della Corte dei conti sui Comuni in situazione di crisi, aggiornata al 31 dicembre 2025. Secondo il documento, in Calabria il 54% dei Comuni ha sperimentato almeno una procedura di crisi finanziaria. Un dato che colloca la regione tra i territori maggiormente interessati dal fenomeno a livello nazionale. La fotografia della Corte dei conti riguarda complessivamente le procedure di crisi finanziaria degli enti locali e mette in evidenza una forte concentrazione territoriale nel Mezzogiorno. Sicilia, Calabria e Campania raccolgono infatti il 63,6% delle procedure di crisi complessivamente attivate e l’80,4% dei dissesti dichiarati negli ultimi cinque anni.
Il 54% dei Comuni calabresi ha sperimentato una procedura
È proprio il dato regionale a fotografare la dimensione del fenomeno in Calabria. Più della metà dei Comuni ha sperimentato almeno una procedura collegata a una situazione di difficoltà finanziaria. La relazione distingue quindi tra le diverse forme di crisi degli enti locali, mostrando come il problema non riguardi soltanto i casi di dissesto formalmente dichiarato, ma un insieme più ampio di situazioni nelle quali i bilanci comunali sono entrati in una fase di particolare difficoltà. Il dato calabrese assume un peso ancora maggiore se inserito nel quadro delle altre due regioni maggiormente coinvolte: in Sicilia la quota dei Comuni che ha sperimentato almeno una procedura arriva al 41%, mentre in Campania si ferma al 39%.
Una concentrazione che riguarda il Mezzogiorno
La relazione della Corte dei conti evidenzia dunque una marcata concentrazione geografica delle crisi finanziarie comunali. La quota dell’80,4% dei dissesti dichiarati negli ultimi cinque anni concentrata tra Calabria, Sicilia e Campania restituisce una fotografia nella quale le difficoltà degli enti locali risultano particolarmente presenti in alcune aree del Paese. Per la Corte dei conti, nei territori maggiormente colpiti le crisi non possono essere ricondotte esclusivamente alla gestione del singolo Comune. Il documento richiama infatti una combinazione di fattori economici, sociali, organizzativi e istituzionali che incidono sul funzionamento degli enti e sulla loro capacità di mantenere l’equilibrio dei conti.
Il nodo dei conti comunali
La situazione finanziaria degli enti locali rappresenta una questione che può avere conseguenze dirette anche sulla capacità dei Comuni di garantire servizi e programmare nuovi interventi. In Calabria il tema è particolarmente rilevante anche per quei centri che, pur non trovandosi in dissesto, devono affrontare percorsi di riequilibrio o altre procedure legate alla sostenibilità dei propri bilanci. Un esempio recente arriva da Castrolibero, dove il Consiglio comunale ha approvato il Piano di riequilibrio finanziario pluriennale, aprendo una nuova fase per i conti dell’ente. [LEGGI ANCHE: Castrolibero, approvato il Piano di riequilibrio finanziario].
La crisi non è solo una questione di bilancio
Nel documento della Corte dei conti, il tema viene quindi letto anche attraverso le caratteristiche dei territori nei quali le difficoltà finanziarie risultano più frequenti. Le condizioni economiche e sociali, l’organizzazione amministrativa, le risorse disponibili e il sistema di sostegno agli enti possono contribuire a determinare la maggiore o minore esposizione alle crisi. La relazione richiama infatti la forte eterogeneità degli interventi regionali, che possono comprendere sostegno finanziario, assistenza tecnica, fondi di prevenzione e sistemi autonomi di monitoraggio. Per la Calabria, il dato del 54% rappresenta quindi non soltanto una fotografia delle procedure finanziarie affrontate dai Comuni, ma anche un indicatore delle difficoltà che una parte consistente degli enti locali continua a incontrare nella gestione dei propri bilanci.