Occhiuto e il congresso di Forza Italia: il governatore non esclude la candidatura e invoca “aria fresca” nel partito
In un’intervista a Panorama il presidente della Regione Calabria riflette sull’eredità di Berlusconi, sul futuro degli azzurri e lascia aperta la porta a una possibile discesa in campo
Il presidente della Regione Calabria e vicesegretario nazionale di Forza Italia, Roberto Occhiuto, torna a far parlare di sé nel dibattito interno agli azzurri e lo fa lasciando aperta una prospettiva che potrebbe incidere sugli equilibri futuri del partito: una possibile candidatura al congresso nazionale. Non una scelta annunciata, ma nemmeno esclusa, nel segno di una riflessione più ampia sull’identità e sul rilancio di Forza Italia dopo la stagione di Silvio Berlusconi.
L’eredità del fondatore e il ruolo dei “discepoli”
Nell’intervista rilasciata a Panorama, Occhiuto parte dalla figura del fondatore del partito. «Silvio Berlusconi è stato un vero innovatore», afferma, sottolineando però come oggi il compito della classe dirigente debba essere quello di interpretarne le lezioni, non di ripeterle meccanicamente. Un richiamo a un rinnovamento che non rinneghi il passato, ma lo traduca in una proposta politica attuale.
Numeri, iscritti e consenso elettorale
Stimolato dal giornalista Antonio Rossitto sullo stato di salute di Forza Italia, il governatore calabrese mette a confronto dati e dinamiche politiche. Ricorda come il partito conti circa 250 mila iscritti, un numero simile a quello di Fratelli d’Italia, pur avendo un consenso elettorale nettamente inferiore. Un elemento che, secondo Occhiuto, dimostra come i numeri non raccontino tutto e come, in passato, criteri rigidi avrebbero impedito l’ascesa di figure di primo piano del liberalismo italiano.
“In Libertà” e la domanda di politica liberale
Occhiuto chiarisce poi il senso dell’iniziativa “In Libertà”, organizzata a Roma. «Volevo solo lanciare un sasso nello stagno», spiega, ammettendo di essere stato sorpreso dall’attenzione suscitata. Al centro della sua analisi c’è l’idea che in Italia esista una forte domanda di politica liberale, a fronte di un’offerta ancora insufficiente. Da qui l’esigenza di riaprire spazi di confronto e di proposta.
Un partito più aperto e senza correnti
Nel delineare la sua visione, il vicesegretario azzurro non risparmia una stoccata agli avversari politici, citando ironicamente le correnti interne al Partito Democratico. Forza Italia, nella sua idea, dovrebbe essere altro: «Vorrei un partito più aperto. Aria fresca. Nuove energie». Un modello che punti sul pluralismo delle idee senza irrigidirsi in dinamiche interne paralizzanti.
Il congresso e l’ipotesi candidatura
Sul congresso nazionale, Occhiuto mantiene una linea prudente ma significativa. Dice di non voler restare intrappolato nelle polemiche interne e di voler continuare ad animare il dibattito politico. Alla domanda diretta su una possibile candidatura, risponde senza chiudere la porta: «Non lo escludo, ma nemmeno lo do per certo». Ricorda di aver già dimostrato coraggio nelle scelte politiche e sottolinea che c’è ancora tempo prima dell’appuntamento congressuale.
La Calabria come sfida principale
Al di là delle dinamiche nazionali, Occhiuto ribadisce quale resti la sua ambizione più grande: «trasformare la Calabria, che pareva irredimibile». Una sfida che, nelle sue parole, viene prima di ogni altra e che rappresenta il banco di prova concreto della sua visione politica, tra governo del territorio e costruzione di un nuovo protagonismo nel centrodestra.