artigianato

Borghi, aree interne, montagne e attività produttive locali conquistano una quota sempre più ampia di visitatori. Secondo le stime di Confartigianato, il 21,3% dei vacanzieri sceglie nel trimestre estivo viaggi esperienziali che comprendono visite a laboratori artigiani, aziende e siti produttivi.

La percentuale risulta nettamente superiore al 7,6% registrato nel 2019 e conferma la crescita dell’undertourism, un modello che orienta i flussi verso destinazioni diverse dalle località tradizionalmente più affollate.

Le aree interne e montane rappresentano oltre la metà del territorio italiano e custodiscono una parte rilevante del patrimonio paesaggistico, culturale e produttivo nazionale.

Calabria seconda per incidenza delle imprese artigiane

La Calabria occupa una posizione di primo piano nel turismo alternativo legato all’artigianato. Secondo Confartigianato, il 20,8% delle imprese artigiane regionali è attivo in comparti connessi all’accoglienza e all’esperienza turistica.

La regione si colloca al secondo posto in Italia, alle spalle della Sicilia, che raggiunge il 23,1%, e davanti alla Campania, ferma al 20,5%.

Il dato evidenzia il potenziale dei borghi calabresi, delle aree montane e dei territori interni, dove botteghe, produzioni agroalimentari, ristorazione e servizi possono diventare parte integrante dell’offerta rivolta ai visitatori.

Oltre 200mila imprese protagoniste dell’Artiturismo

A livello nazionale sono circa 204mila le imprese artigiane coinvolte nel turismo esperienziale, con 544mila addetti. Quasi 78mila realizzano produzioni manifatturiere tipiche dei territori o operano nei servizi alla persona e nella cura degli animali domestici.

Un ruolo centrale è svolto anche dalle imprese del settore alimentare. Sono 37mila quelle impegnate nella produzione di cibo e bevande, mentre oltre 40mila operano nella ristorazione, tra ristoranti, pizzerie, bar e pasticcerie.

Altre 36mila aziende artigiane si occupano del trasporto di persone, contribuendo a soddisfare le esigenze di mobilità dei turisti.

Montagna e aree interne attraggono visitatori stranieri

Nelle aree montane il tasso di turisticità, calcolato attraverso il rapporto tra presenze e residenti, raggiunge il 16,5%, un valore doppio rispetto alla media nazionale.

Più della metà dei visitatori della montagna, pari al 56,4%, è costituita da turisti stranieri. Un dato che apre opportunità anche per i territori calabresi della Sila, del Pollino, delle Serre e dell’Aspromonte, capaci di integrare natura, cultura, gastronomia e produzioni artigianali.

Le aree interne italiane concentrano inoltre il 39,4% dei musei e dei siti archeologici, con 1.740 strutture aperte al pubblico.

Granelli: «Un turismo diffuso e a misura d’uomo»

«L’Italia non è soltanto Venezia, Roma o Capri», afferma il presidente di Confartigianato, Marco Granelli, richiamando il valore della rete di borghi e comunità che custodiscono storia, biodiversità e competenze imprenditoriali.

Da questa visione nasce l’Artiturismo, il progetto promosso dalla Confederazione come risposta all’overtourism e al consumo veloce dei territori.

L’obiettivo è costruire un turismo diffuso, sostenibile e capace di mettere al centro artigiani e piccole imprese, offrendo esperienze personalizzate e rispettose dell’identità dei luoghi.

Un’opportunità per i territori più fragili

Secondo Confartigianato, l’incontro tra turismo e artigianato può produrre valore economico e sociale, sostenendo le imprese e contribuendo a mantenere vive le aree più fragili.

Per la Calabria, il secondo posto nella graduatoria nazionale rappresenta una base importante sulla quale costruire itinerari, reti tra operatori e proposte capaci di collegare botteghe, prodotti tipici, ristorazione, cultura e paesaggio.

L’undertourism può così diventare uno strumento per distribuire meglio i flussi, valorizzare territori meno conosciuti e trasformare le competenze locali in occasioni di sviluppo.