L'incendio di Lamezia

La Calabria è tra i territori italiani maggiormente colpiti dagli incendi boschivi nel 2026. Secondo il monitoraggio dell’Ispra, dal primo gennaio al 28 luglio nella regione sono stati percorsi dal fuoco circa 78 chilometri quadrati di territorio, un dato che la colloca al secondo posto nazionale dopo la Sicilia, dove le fiamme hanno interessato 510 chilometri quadrati.

Alle spalle della Calabria si trova la Puglia, con 48 chilometri quadrati bruciati. Le tre regioni meridionali rappresentano complessivamente il 73% dell’intera superficie interessata dagli incendi in Italia dall’inizio dell’anno.

Il vasto incendio nel Parco del Pollino

Particolarmente grave l’incendio che, nelle giornate del 20 e 21 luglio, ha interessato il versante calabrese del Parco nazionale del Pollino. Secondo le stime dell’Ispra, il rogo ha coinvolto complessivamente circa 14 chilometri quadrati.

Le fiamme hanno interessato un’area protetta caratterizzata da ecosistemi di elevato valore naturalistico, confermando la vulnerabilità del patrimonio ambientale regionale durante i periodi segnati da temperature elevate, siccità e condizioni favorevoli alla propagazione degli incendi.

Oltre mille grandi incendi in Italia

A livello nazionale, tra il primo gennaio e il 28 luglio 2026, i satelliti hanno rilevato poco più di 1.070 grandi incendi boschivi. La superficie complessivamente percorsa dalle fiamme ammonta a circa 741 chilometri quadrati, un’estensione paragonabile a quella dell’intera provincia di Lodi.

Quasi il 14% della superficie bruciata era coperta da ecosistemi forestali. Gli incendi hanno interessato 37 chilometri quadrati di boschi a latifoglie sempreverdi, tra leccete e macchia mediterranea, e 24 chilometri quadrati di boschi di conifere.

Colpite anche aree agricole e pascoli

Oltre ai boschi, le fiamme hanno coinvolto vaste porzioni di territorio agricolo e rurale. Sono stati interessati circa 119 chilometri quadrati di aree agricole, pari al 16% del totale, e 451 chilometri quadrati di prati permanenti, che rappresentano il 61% dell’intera superficie bruciata.

Il dato conferma come gli incendi non producano soltanto danni ambientali, ma colpiscano direttamente aziende agricole, allevamenti, pascoli e attività economiche legate alle aree interne.

In Europa bruciano 225 chilometri quadrati al giorno

Il fenomeno riguarda tutta l’Europa. Durante la seconda decade di luglio, la superficie percorsa quotidianamente dagli incendi è aumentata fino a circa 225 chilometri quadrati al giorno, l’equivalente di quasi due volte la superficie del Comune di Parigi.

L’incremento più significativo è stato registrato in Spagna, Francia e Italia, anticipando il periodo tradizionalmente più critico, che generalmente si concentra tra la fine di luglio e l’inizio di agosto.

Ispra: «La prevenzione resta l’arma più efficace»

«Per contrastare gli incendi boschivi, che rappresentano una delle principali minacce per il nostro patrimonio naturale, è fondamentale continuare a investire nella conoscenza e nel monitoraggio», ha dichiarato Maria Alessandra Gallone, presidente di Ispra e Snpa.

La prevenzione, ha sottolineato, resta lo strumento più efficace e richiede comportamenti responsabili, sensibilizzazione delle comunità locali e una collaborazione sempre più stretta tra istituzioni, operatori e cittadini. Per la Calabria, già duramente colpita nelle prime settimane dell’estate, il rafforzamento della sorveglianza e delle attività preventive assume un’importanza ancora maggiore.