Conto pignorato per una bolletta idrica, la denuncia di un cittadino di Paola
“Pagare è un dovere, ma anche garantire un servizio adeguato lo è”: il caso solleva interrogativi su gestione e qualità del servizio
Riceviamo e pubblichiamo la lettera del nostro lettore Andrea che ci racconta il suo caso con la burocrazia.
Scrivo queste righe con amarezza ma con senso di responsabilità.Giorni fa mi è stato pignorato il conto corrente per una bolletta del servizio idrico del 2022 a Paola, tramite una società di recupero crediti.
Non mi sottraggo alle mie responsabilità: quella bolletta non era stata pagata. Sicuramente ci sono stati solleciti prima del pignoramento e me ne assumo pienamente le colpe.
Le conseguenze su una famiglia con figli minori
Tuttavia, bloccare completamente un conto su cui viene accreditato lo stipendio, con tre figli minori a carico, significa mettere in seria difficoltà chi dipende da quel reddito.
Il tentativo di rateizzazione e le difficoltà burocratiche
La banca mi ha invitato a recarmi presso gli uffici competenti per chiedere una rateizzazione e tentare di sbloccare il conto.
Mi sono presentato personalmente, ma mi è stato comunicato che non è più possibile rateizzare la somma pignorata.
Un servizio idrico tra disagi e carenze
Parliamo però di un servizio che, soprattutto d’estate, manca quasi quotidianamente. Ancora oggi l’acqua viene a mancare spesso.
Quella del rubinetto la utilizziamo solo per lavarci; per cucinare siamo costretti a comprarla, perché spesso presenta residui di terriccio o un colore che ne rende difficile l’utilizzo.
Il principio di equità tra doveri e diritti
Quando il servizio non è garantito al 100%, dobbiamo arrangiarci.
Quando si tratta di pagare, invece, si applica subito il 100% delle conseguenze.
Un appello alla responsabilità condivisa
Pagare è un dovere.
Garantire un servizio adeguato lo è altrettanto.
Dietro un numero di pratica ci sono persone reali.
Le regole valgono per tutti. Anche la qualità del servizio.
Andrea Cosentino