Agricoltori in piazza, Ranuccio sostiene la protesta: «Costi insostenibili, servono prezzi giusti e risposte concrete»
Il vicepresidente del Consiglio regionale della Calabria interviene sulla mobilitazione contro caro carburante e aumento dei costi di produzione. Chiesto un confronto istituzionale sulla filiera e il rispetto degli impegni assunti con il comparto agr

Pieno sostegno alla protesta degli agricoltori calabresi arriva dal vicepresidente del Consiglio regionale Giuseppe Ranuccio, che interviene sulla mobilitazione organizzata oggi in diversi punti della regione contro l’aumento dei costi di carburante e produzione e contro la distanza tra i prezzi riconosciuti agli agricoltori e quelli pagati dai consumatori. Ranuccio ricopre attualmente la carica di vicepresidente dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale.
La protesta del 28 settembre coinvolge diversi territori calabresi e nasce da una piattaforma che comprende, tra le altre richieste, interventi sul caro carburante, sui costi di produzione e sulla remunerazione dei produttori.
«Le ragioni della protesta sono fondate e meritano una risposta concreta», afferma Ranuccio, sottolineando come l’aumento delle spese per carburante, energia, materie prime e trasporti stia incidendo sui margini economici delle aziende agricole.
Prezzi alla produzione e margini sempre più ridotti
Secondo il vicepresidente del Consiglio regionale, il problema non si esaurisce con il costo del gasolio. Al centro della discussione deve entrare anche il prezzo riconosciuto agli agricoltori per ciò che producono.
Ranuccio richiama la necessità di una distribuzione più equilibrata del valore lungo la filiera agroalimentare e chiede maggiori strumenti di trasparenza nella formazione del prezzo finale.
«Non è più accettabile che il valore del lavoro degli agricoltori venga spesso sacrificato lungo la filiera, mentre i costi di produzione continuano a crescere», sostiene, chiedendo interventi contro le dinamiche speculative che, a suo giudizio, penalizzano il comparto primario.
La richiesta di un confronto tra istituzioni e filiera
Per Ranuccio occorre aprire un confronto che coinvolga istituzioni, organizzazioni agricole e gli altri soggetti della filiera agroalimentare.
L’obiettivo, secondo il vicepresidente, dovrebbe essere individuare strumenti che garantiscano una maggiore remunerazione ai produttori e rendano più trasparente il rapporto tra il prezzo all’origine e quello finale.
La crisi del comparto agricolo è al centro in questi giorni anche di altre iniziative regionali: Cia-Agricoltori Italiani Calabria ha proclamato lo stato di agitazione permanente e ha convocato per il 30 settembre un’assemblea plenaria a Crotone.
«Servono misure straordinarie sul caro carburante»
Un intervento specifico viene chiesto anche sul fronte energetico. Ranuccio sollecita Governo e istituzioni competenti ad adottare misure straordinarie per contenere l’impatto del caro carburante sulle imprese agricole.
«Non si può chiedere agli agricoltori di produrre eccellenze senza assicurare loro la sostenibilità economica delle attività», afferma, richiamando la necessità di offrire alle aziende condizioni che consentano di programmare investimenti e produzione con maggiore certezza.
Il richiamo agli impegni assunti con il settore
Nel suo intervento Ranuccio richiama infine le rivendicazioni avanzate dagli stessi agricoltori nei confronti del presidente della Regione Roberto Occhiuto, con particolare riferimento alla richiesta di un tavolo tecnico permanente e di misure strutturali per affrontare le difficoltà del comparto.
Il vicepresidente del Consiglio regionale assicura quindi il proprio impegno a portare le istanze dei manifestanti nelle sedi istituzionali, indicando nell’agricoltura uno dei settori strategici per l’economia e per la tutela del territorio calabrese.
«La Calabria ha bisogno di un’agricoltura forte, capace di generare sviluppo e reddito», conclude Ranuccio, ribadendo la necessità di sostenere le imprese e garantire maggiore stabilità economica a chi lavora nei campi.