Francesca Nepita
Francesca Nepita

Una tragedia che ha colpito profondamente due comunità si è consumata ieri all’ospedale di Lagonegro. Francesca Nepita, 36 anni, originaria di Scalea, è morta poco dopo aver partorito la sua terza figlia.

Secondo le prime informazioni raccolte dai Carabinieri della Compagnia di Lagonegro, che operano sotto il coordinamento della Procura, la donna sarebbe stata colpita da una grave emorragia insorta subito dopo il parto. Nonostante i tentativi dei sanitari, ogni intervento si è rivelato inutile. La neonata, invece, è in buone condizioni.

Indagini in corso e verifiche interne sulla dinamica dell’accaduto

La Procura ha aperto un fascicolo per accertare le cause del decesso e verificare eventuali responsabilità. Parallelamente, la direzione dell’Azienda ospedaliera regionale San Carlo ha istituito un gruppo tecnico interno incaricato di ricostruire nel dettaglio tutte le fasi dell’assistenza, analizzando procedure e protocolli adottati, con l’obiettivo di garantire la massima trasparenza.

Il presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, e l’assessore alla Salute, Cosimo Latronico, hanno espresso cordoglio e vicinanza ai familiari, annunciando l’attivazione di tutte le procedure necessarie per fare piena luce su quanto accaduto.

Dolore e commozione tra Scalea e la Basilicata

Francesca era già madre di due bambine e, per la nascita della terza figlia, si trovava nella struttura sanitaria lucana. La notizia della sua morte ha lasciato sgomente le comunità di Scalea e Lagonegro, dove la donna era conosciuta e stimata.

Il marito Giuseppe Maratea, i genitori, il fratello Stefano Nepita e i parenti stanno vivendo ore di dolore profondo, mentre numerosi messaggi di cordoglio sono comparsi sui social, dove amici e conoscenti ricordano Francesca come una madre affettuosa e una persona solare.

L’appello sulla tutela della salute materno-infantile

Sulla vicenda è intervenuta anche la garante delle vittime di reato della Regione Basilicata, Tiziana Silletti, che ha richiamato l’attenzione sulla necessità di tutelare con la massima attenzione la salute materno-infantile, soprattutto nei territori interni.

La tragedia, avvenuta in un momento che avrebbe dovuto essere di gioia, ha unito nel dolore due regioni e ha riaperto interrogativi sul sistema sanitario e sulla sicurezza dei percorsi nascita. Le indagini proseguiranno nei prossimi giorni per chiarire ogni aspetto di una vicenda che ha profondamente scosso l’opinione pubblica.