Bonifati, scoperta piantagione di marijuana nascosta nel bosco: sequestrate 200 piante
L’area, individuata grazie alla segnalazione della Sezione Aerea di Lamezia Terme, era organizzata con filari e impianto di irrigazione. Il valore potenziale dello stupefacente è stimato in oltre 500mila euro
Una vasta coltivazione di canapa indiana è stata individuata dalla Guardia di Finanza nel territorio di Bonifati, nel Cosentino.
L’intervento è nato nell’ambito dei controlli finalizzati al contrasto del traffico di sostanze stupefacenti e ha preso avvio da una segnalazione della Sezione Aerea di Lamezia Terme del Reparto Operativo Aeronavale di Vibo Valentia.
Il terreno era nascosto all’interno di una zona boschiva particolarmente difficile da raggiungere e isolata, caratteristiche che avrebbero reso più complessa l’individuazione della coltivazione.
Una coltivazione organizzata su più filari
Secondo quanto accertato dai finanzieri, le piante erano distribuite su diversi filari e servite da un sistema di irrigazione. L’organizzazione dell’area avrebbe mostrato, secondo gli investigatori, una coltivazione pianificata e strutturata per garantire continuità alla produzione.
Le piante presentavano inoltre fasi di crescita differenti, elemento ritenuto indicativo di una messa a dimora effettuata in momenti diversi.
Sequestrate 200 piante
La piantagione era composta complessivamente da 200 esemplari di marijuana, con altezze comprese tra circa 30 centimetri e un metro e mezzo.
Il sequestro è stato eseguito dai militari della Tenenza della Guardia di Finanza di Cetraro.
Le operazioni sono proseguite con il coordinamento della Procura della Repubblica di Paola, diretta dal procuratore capo Domenico Fiordalisi.
Distrutte 180 piante, 20 destinate alle analisi
Sul posto sono state distrutte 180 piante, mentre altre 20 sono state prelevate per la campionatura e per i successivi accertamenti.
L’attività si è conclusa con una segnalazione contro ignoti alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Paola per l’ipotesi di violazione dell’articolo 73 del D.P.R. 309 del 1990, relativo alla produzione e al traffico illecito di sostanze stupefacenti.
Un valore stimato superiore a mezzo milione
Secondo le stime investigative, la sostanza che avrebbe potuto essere ricavata dalla coltivazione e immessa sul mercato illegale avrebbe generato profitti superiori a 500mila euro.
Gli accertamenti proseguiranno per individuare i responsabili della piantagione e ricostruire eventuali collegamenti con la rete di distribuzione dello stupefacente.
Il contrasto al traffico di droga
L’operazione rientra nelle attività della Guardia di Finanza dedicate al controllo economico del territorio e alla repressione del traffico di droga.
L’obiettivo è intervenire sia sulla disponibilità di sostanze destinate allo spaccio sia sui flussi economici illeciti che possono alimentare circuiti criminali presenti sul territorio.
Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e ogni eventuale responsabilità dovrà essere accertata nelle sedi competenti.