Salvare il Sant’Anna Hospital, Enzo Bruno: «Non è solo una struttura, ma una parte viva della storia di Catanzaro»
Secondo Bruno, Catanzaro possiede tutte le condizioni necessarie per continuare a ospitare un presidio sanitario di alto livello
Rilanciare il Sant’Anna Hospital con coraggio, visione e senso di responsabilità. È l’appello lanciato dal consigliere regionale Enzo Bruno, capogruppo di Tridico Presidente, nel corso dell’ultima seduta del Consiglio regionale, rivolgendosi direttamente al presidente della Giunta, Roberto Occhiuto.
Per Bruno, il Sant’Anna Hospital – per tutti Villa Sant’Anna – non rappresenta soltanto un edificio o un presidio sanitario dismesso, ma un pezzo fondamentale della storia della sanità calabrese e della vita economica e sociale di Catanzaro. Una struttura che per anni ha incarnato cura, speranza ed eccellenza, diventando un punto di riferimento riconosciuto ben oltre i confini regionali, in particolare nel campo della cardiochirurgia.
«A Catanzaro c’era una struttura che per anni ha rappresentato molto più di un presidio sanitario – ha sottolineato Bruno –. Il Sant’Anna Hospital ha permesso a migliaia di calabresi di curarsi nella propria terra, evitando il peso umano ed economico dell’emigrazione sanitaria». Un valore che va ben oltre l’aspetto clinico e che si intreccia con le storie di pazienti, operatori sanitari e famiglie che hanno trovato in quella struttura risposte, professionalità e sollievo.
Il consigliere regionale ha poi ricordato il forte impatto sociale ed economico che il Sant’Anna ha avuto sul territorio: una vera e propria “fabbrica della salute”, capace di formare professionisti, garantire centinaia di posti di lavoro e rappresentare un punto di riferimento per il quartiere di Pontepiccolo. «Attorno a quella struttura – ha evidenziato – viveva un tessuto fatto di piccoli esercizi, famiglie, relazioni. Spegnere definitivamente il Sant’Anna significa spegnere un pezzo di città».
Da qui l’invito a non chiudere la porta a possibili prospettive future. «Se esiste un tentativo serio e responsabile per discutere di un rilancio, bisogna valutare, provare e approfondire: bisogna andare avanti», ha affermato Bruno, ribadendo come la tutela dei lavoratori e il diritto alla cura debbano essere al centro di ogni scelta. «Ogni presidio in più nella nostra terra è uno strumento concreto per contrastare l’odiosa e costosa emigrazione sanitaria».
Secondo Bruno, Catanzaro possiede tutte le condizioni necessarie per continuare a ospitare un presidio sanitario di alto livello: una tradizione consolidata, competenze professionali riconosciute e un bisogno reale del territorio. «Per questo – ha concluso – chiedo al presidente Occhiuto e al Dipartimento Salute di valutare con attenzione ogni possibilità utile a salvaguardare e rilanciare questa struttura. È una questione di responsabilità verso i lavoratori, verso la città e verso una regione che ha il diritto di credere ancora in una sanità di qualità».