Nessuna tentazione di strappo, nessuna fuga in avanti. Forza Italia resta saldamente ancorata alla coalizione di centrodestra. A blindare il posizionamento politico del partito azzurro è Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria e vicesegretario nazionale di Forza Italia, intervenuto questa mattina nel corso della trasmissione “Start” su Sky TG24.

Il governatore calabrese ha escluso con decisione qualsiasi ipotesi di allontanamento, definendo "inesistente" ogni possibilità di sganciamento, proprio in virtù della storia del movimento e del ruolo che Silvio Berlusconi ha avuto nella fondazione della coalizione.

L'identità moderata contro le "tentazioni" destrorse

Se l'alleanza non si tocca, il tema centrale diventa però lo spazio politico che Forza Italia deve occupare. Secondo Occhiuto, il partito azzurro ha il dovere di rafforzare la propria identità moderata, liberale e riformista, distinguendosi nettamente sui temi delle libertà e delle riforme.

Una distinzione che serve anche a porre un freno a derive più radicali all'interno della stessa coalizione: "Vorrei svolgere un'azione di stimolo per costruire quest'area più liberale, per evitare che ci sia la tentazione nel centrodestra di inseguire Vannacci. Non vinciamo le elezioni se inseguiamo Vannacci", ha scandito chiaramente il vicesegretario azzurro. L'obiettivo strategico è opposto: intercettare quell’elettorato riformista rimasto orfano e non più rappresentato dall'attuale leadership del centrosinistra. Una mossa che, per Occhiuto, finirebbe per rafforzare l'intera coalizione di governo.

"Manca un'offerta liberale" e il nodo congresso

Per il governatore, nel panorama italiano c'è un vuoto evidente: "Credo che in questo Paese manchi un'offerta politica riformista e liberale", ha spiegato, rilanciando la necessità di una proposta solida per i moderati.

Infine, sollecitato sui delicati equilibri interni al partito e su una possibile sfida al segretario Antonio Tajani, Occhiuto ha smorzato i toni, allontanando l'ipotesi di una conta interna: "Il congresso non è nemmeno all'ordine del giorno". Anzi, il presidente della Calabria si è lasciato andare a una riflessione più ampia sulla forma-partito: "Mi piacerebbe che si discutesse più delle idee. I congressi si facevano un tempo quando non c'erano altre forme per interrogare la base. Oggi, con le nuove tecnologie, c'è la possibilità di arrivare capillarmente agli elettori. Il congresso è un vecchio rito, un retaggio piuttosto arcaico".