Il Comune di Cosenza
Il Comune di Cosenza

A Cosenza il candidato sindaco è «Cosa loro». Loro, naturalmente, sono i vertici dei partiti, quelli che nei salotti romani discutono delle candidature nei capoluoghi come se stessero distribuendo le stanze di un albergo. Ai cosentini è concesso proporre, suggerire, discutere, avanzare nomi e magari perfino litigare. Poi, quando arriva il momento di decidere, bisogna vedere che cosa ne pensano a Roma. Vale a sinistra come a destra. Cambiano i partiti, cambiano i tavoli, ma il rischio è sempre lo stesso: che il candidato sindaco di Cosenza venga scelto lontano da Cosenza.

Dieci nomi sul tavolo e un undicesimo in arrivo

Intanto, in città, le proposte non mancano. Ognuno dice la sua, suggerisce un nome, ne mette a disposizione un altro, indica un compagno di partito, un consigliere, un parlamentare e, quando i politici non bastano, persino un industriale. Siamo già a dieci nomi, più un undicesimo che Casa Riformista potrebbe aggiungere alla collezione. Naturalmente non sono undici candidati. Sono proposte, disponibilità, ipotesi, indiscrezioni e qualche ambizione personale. Una differenza sostanziale, perché il candidato vero ancora non lo ha scelto nessuno. E soprattutto non è chiaro chi avrà davvero il potere di sceglierlo. Si potrebbe dire che a Cosenza si tiene il concorso, mentre a Roma si nomina la commissione esaminatrice. Con una particolarità: i concorrenti non sanno ancora chi saranno i commissari, né quali criteri verranno adottati per la selezione. Una cosa, però, è certa: di nomi da esaminare ce ne sono già abbastanza.

Franz Caruso rivendica il bis, ma il campo largo guarda anche altrove

Il primo è Franz Caruso, che propone sostanzialmente la riconferma di Franz Caruso. Il sindaco uscente rivendica il bis, sostenuto dal Partito socialista e da una parte del Pd. Una soluzione che avrebbe il vantaggio di risolvere immediatamente il problema del candidato, se non fosse per il piccolo particolare che il campo largo comprende anche altri partiti. E gli altri partiti, come spesso accade, hanno altre idee.

Francesco De Cicco tra candidatura condivisa e possibile corsa autonoma

Poi c'è Francesco De Cicco, che dopo la rottura con Caruso è diventato uno dei protagonisti della discussione. Il suo nome potrebbe essere quello attorno al quale costruire una candidatura condivisa del campo largo. Oppure potrebbe presentarsi autonomamente, da outsider, se la coalizione non trovasse un'intesa. De Cicco non ha ufficializzato nulla e sostiene di avere un nome da proporre. Il suo movimento, Democratici Progressisti Meridionalisti, rivendica però una cosa precisa: il candidato sindaco di Cosenza deve essere scelto a Cosenza. Una richiesta apparentemente ragionevole, che nella politica dei tavoli nazionali rischia di sembrare una pretesa rivoluzionaria.

Giacomo Mancini e il progetto Immagina Cosenza

Giacomo Mancini, invece, ha già avviato il progetto Immagina Cosenza, con incontri, proposte e organizzazione delle liste. È uno dei nomi che non dipendono soltanto dalle indiscrezioni. Mancini fa anche parte della direzione regionale del Pd, partito che si trova così a discutere della riconferma del sindaco uscente mentre un proprio dirigente costruisce un percorso politico autonomo. Nessuno può dire che ai democratici manchi la possibilità di scegliere. Semmai, il problema sarà capire chi avrà il diritto di farlo.

Bianca Rende e Anna Laura Orrico tra le ipotesi del centrosinistra

Nella discussione sono finite anche Bianca Rende, già candidata sindaca nel 2021, e Anna Laura Orrico, deputata del Movimento 5 Stelle. Due nomi circolati nell'area progressista, senza una designazione ufficiale per il 2027. Il Movimento 5 Stelle non ha ancora annunciato una propria scelta. Per ora, dunque, i nomi si possono fare liberamente. Il problema comincerà quando bisognerà cancellarne qualcuno. E soprattutto quando bisognerà stabilire chi dovrà impugnare la matita.

Casa Riformista prepara un altro nome e chiede autonomia per il territorio

A completare il quadro ci ha pensato Casa Riformista-Italia Viva. Filomena Greco e Alessandro Grandinetti hanno annunciato la convocazione di un tavolo cittadino del centrosinistra e la possibilità di proporre un proprio candidato. Il nome non è stato ancora comunicato. Ma soprattutto i riformisti hanno precisato che le scelte devono spettare al territorio, senza imposizioni dall'alto.

Il Pd guarda a Roma, AVS rivendica una scelta calabrese

La conferma che la partita per il candidato sindaco di Cosenza si giochi anche lontano da Cosenza arriva direttamente dal Pd. Il commissario provinciale Claudio Stefanazzi ha spiegato che la scelta rientra nelle trattative nazionali del campo largo. Insomma, non è soltanto il sospetto di qualche malizioso: è il partito stesso a indicare Roma come sede della decisione. Fernando Pignataro, per AVS, sostiene invece che il candidato debba essere scelto collettivamente in Calabria. Una rivendicazione che suona bene, almeno finché non arriverà il momento di confrontarsi con le decisioni nazionali. Perché proclamare l'autonomia del territorio è facile; difenderla anche davanti a una scelta diversa calata da Roma sarebbe tutt'altra cosa. E allora si vedrà se quelle parole avevano un peso politico oppure erano soltanto chiacchiere da tavolo, buone fino alla prima telefonata della segreteria nazionale. Casa Riformista, intanto, vuole convocare il proprio tavolo in città. Insomma, tutti pronti a riunirsi. Resta da capire se il tavolo di Cosenza servirà a decidere oppure a prendere atto di quello che avranno deciso al tavolo di Roma. Il campo largo, dunque, ha già prodotto cinque nomi e la promessa di un sesto. Soprattutto ha prodotto due indirizzi: uno locale e uno nazionale. Una coalizione che deve ancora scegliere il candidato, ma che nel frattempo deve scegliere anche dove riunirsi per sceglierlo. Il rischio è che, dopo tante riunioni a Cosenza, arrivi una telefonata da Roma a rendere superflui verbali, discussioni e proposte.

Centrodestra, cinque nomi e nessuna candidatura unitaria

Nel centrodestra le cose non sono molto diverse. Qui la discussione ruota attorno a Simona Loizzo, Francesco Spadafora, Michelangelo Spataro, Pierluigi Caputo e Natale Mazzuca. Cinque nomi, cinque storie politiche differenti e, anche in questo caso, nessuna investitura unitaria.

Loizzo, Spadafora, Spataro, Caputo e Mazzuca: disponibilità e indiscrezioni

Loizzo, parlamentare della Lega, ha dichiarato che sarebbe pronta a rinunciare a una nuova candidatura al Parlamento se il centrodestra decidesse di puntare su di lei. Ha già una lista pronta, ma aspetta l'accordo della coalizione. Francesco Spadafora, capogruppo comunale di Fratelli d'Italia, è stato proposto anche dal coordinatore cittadino di Forza Italia Massimo Bozzo e ha manifestato la propria disponibilità. Michelangelo Spataro, capogruppo azzurro in Consiglio comunale, ha fatto altrettanto, rimettendosi però alle decisioni del proprio partito e degli alleati. Poi c'è Pierluigi Caputo, consigliere regionale di Forza Italia, il cui nome è stato fatto circolare prima che lui precisasse di non avere dato alcuna disponibilità ufficiale. Infine Natale Mazzuca, vicepresidente nazionale di Confindustria, indicato come possibile soluzione civica senza che sia stata annunciata una sua candidatura.

Le candidature calabresi nella trattativa tra Lega, Forza Italia e Fratelli d'Italia

Anche nel centrodestra, dunque, le proposte non mancano. Quello che manca è la decisione. E anche qui Cosenza potrebbe non bastare. Nelle trattative è circolata l'ipotesi di distribuire le candidature nei capoluoghi calabresi tra i partiti della coalizione: Reggio Calabria a Forza Italia, Catanzaro a Fratelli d'Italia e Cosenza alla Lega. Non è un accordo ufficiale, ma uno schema che dice molto del metodo possibile. Prima si stabilisce a quale partito spetta la città, poi si cerca il nome. I cosentini, in questo schema, non scelgono neppure il partito che dovrà proporre il loro sindaco. Quello potrebbe essere deciso altrove, insieme alle altre caselle da riempire.

Centrosinistra e centrodestra, lo stesso paradosso delle scelte dall'alto

Ecco allora il paradosso. Nel centrosinistra si rivendica il diritto di scegliere il candidato a Cosenza, ma il commissario del Pd rimanda la decisione a Roma. Nel centrodestra si raccolgono disponibilità locali, mentre l'intesa potrebbe dipendere dagli equilibri tra i partiti a livello regionale e nazionale. In entrambi i casi si parla di partecipazione, radicamento, ascolto dei cittadini e autonomia del territorio. Tutte parole che dovranno essere messe alla prova quando arriverà il momento di scegliere davvero. Perché una cosa è proporre un nome, un'altra è decidere chi dovrà rappresentare una coalizione. I dieci nomi circolati e l'undicesima proposta ancora da conoscere raccontano proprio questo: a Cosenza le idee sui possibili sindaci abbondano, ma il potere di trasformarle in candidature condivise è ancora oggetto di trattativa.

Quanto conteranno davvero i partiti e i movimenti cosentini?

E allora il punto non è quanti siano i pretendenti alla fascia tricolore. Il punto è quanto conteranno i partiti cittadini, i movimenti, le associazioni e le persone che vivono Cosenza rispetto alle decisioni dei vertici nazionali. Perché se la scelta dovesse arrivare già confezionata da Roma, i tavoli locali avrebbero una funzione molto semplice: trovare qualcuno disposto a scartare il pacco e presentarlo ai cittadini.

L'ultima parola ai cittadini, ma chi sceglierà i candidati?

Alla fine i cosentini potranno certamente votare. Su questo non ci sono dubbi. Potranno scegliere tra i candidati che le coalizioni presenteranno, esprimere preferenze e decidere chi governerà Palazzo dei Bruzi. Ma se i nomi saranno stabiliti nei salotti romani, la vera elezione sarà già avvenuta prima dell'apertura dei seggi. E senza bisogno di disturbare gli elettori cosentini.