Trasporti e disuguaglianze, Calabria tra le regioni più colpite dalla povertà della mobilità
Il nuovo report nazionale evidenzia un divario crescente. Oltre il 10% delle famiglie calabresi vive in condizioni di forte vulnerabilità
Sono oltre 7 milioni gli italiani che vivono in condizioni di povertà dei trasporti, una forma di disagio che incide direttamente sull’accesso al lavoro, ai servizi essenziali e alla vita sociale. È quanto emerge dal primo Green Paper presentato al Forum nazionale di Milano dal Transport Poverty Lab della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile. Il dato fotografa una realtà complessa, fatta di territori isolati e cittadini costretti a fare i conti con una mobilità insufficiente.
Il divario territoriale penalizza il Mezzogiorno
Il rapporto evidenzia come il problema sia particolarmente marcato nel Sud Italia, dove l’offerta di trasporto pubblico risulta nettamente inferiore rispetto alla media nazionale. In alcune aree meridionali si scende sotto i 200 posti-km per abitante, a fronte di una media italiana di oltre 4.600 e picchi molto più elevati nelle grandi città del Nord. Una distanza che si traduce in minori opportunità e in un crescente squilibrio tra territori.
Calabria tra le regioni più vulnerabili
Tra tutte le regioni italiane, è proprio la Calabria a registrare uno dei dati più critici. Oltre il 10% delle famiglie vive infatti in condizioni di doppia vulnerabilità, caratterizzate da difficoltà economiche e carenza di servizi di trasporto. Un dato che pone la regione ai vertici nazionali per incidenza del fenomeno, in netto contrasto con realtà come il Trentino-Alto Adige, dove la quota scende sotto il 2%.
Questo scenario evidenzia come in Calabria la mobilità rappresenti ancora un ostacolo strutturale allo sviluppo, incidendo sulla qualità della vita dei cittadini e sulle possibilità di crescita economica e occupazionale.
Le categorie della vulnerabilità e le criticità strutturali
Lo studio individua diverse forme di disagio, che vanno dalla vulnerabilità assoluta, in cui si sommano basso reddito e assenza di servizi, fino a situazioni legate esclusivamente alla carenza infrastrutturale o alle condizioni personali. In Calabria, queste criticità si intrecciano, rendendo ancora più complesso il superamento del problema.
La difficoltà di spostamento, soprattutto nelle aree interne e meno servite, contribuisce a isolare intere comunità, riducendo l’accesso a sanità, istruzione e lavoro.
Le risorse europee e le possibili soluzioni
Il Green Paper richiama anche il ruolo del Fondo Sociale per il Clima dell’Unione Europea, che prevede circa 85 miliardi di euro tra il 2026 e il 2032, di cui 9 destinati all’Italia, con l’obiettivo di sostenere una transizione equa nel settore della mobilità.
Tra le soluzioni proposte figurano il potenziamento del trasporto pubblico, investimenti infrastrutturali nelle aree svantaggiate, incentivi per veicoli a basse emissioni e lo sviluppo di sistemi di mobilità condivisa e “on demand”. Sono previste anche misure di sostegno economico come bonus per biciclette ed e-bike e forme di leasing sociale.
Una sfida decisiva per il futuro della Calabria
Il tema della povertà dei trasporti si conferma centrale per il futuro della Calabria, dove la carenza di servizi rappresenta un freno concreto allo sviluppo. Affrontare questa emergenza significa non solo migliorare la mobilità, ma garantire diritti, inclusione e nuove opportunità per cittadini e imprese.
La sfida, ora, è trasformare i dati in azioni concrete, riducendo il divario infrastrutturale e rendendo la mobilità un fattore di crescita e coesione territoriale.