Corte dei Conti stoppa il Ponte sullo Stretto: gravi irregolarità su ambiente, contratti e piano tariffario
Dalla violazione delle direttive europee alla mancata acquisizione del parere ART: ecco le motivazioni del ricorso al visto sulla delibera CIPESS
La Corte dei Conti ha pubblicato la deliberazione n. 19/2025/PREV, chiarendo le ragioni che hanno portato al rifiuto del visto sulla delibera CIPESS n. 41 del 6 agosto 2025, relativa al progetto del collegamento stabile tra Sicilia e Calabria. Tra le motivazioni principali spicca la violazione della direttiva 92/43/CE sulla tutela degli habitat naturali, attribuita alla carenza di approfondimenti e di giustificazioni nella delibera IROPI, documento essenziale per valutare gli impatti sulla biodiversità.
Modifiche contrattuali e mancanze procedurali
Un secondo elemento critico indicato dalla Corte riguarda la violazione della direttiva 2014/24/UE, a causa delle modifiche ritenute sostanziali, sia dal punto di vista oggettivo che soggettivo, intervenute nel rapporto contrattuale originario. Secondo i giudici contabili, tali variazioni superano i margini consentiti dalle norme europee sugli appalti pubblici, compromettendo la correttezza della procedura.
Assenza del parere ART sul piano tariffario
Ulteriore punto evidenziato nella deliberazione è la mancata acquisizione del parere dell’Autorità di regolazione dei trasporti (ART) sul piano tariffario, elemento chiave del piano economico-finanziario dell’opera. Nonostante la Corte abbia segnalato anche altri aspetti critici, questi ultimi non sono stati ritenuti determinanti ai fini della decisione finale. Rimane comunque chiara la posizione della Sezione centrale di controllo di legittimità: il progetto non può procedere senza un adeguamento sostanziale alle norme europee e nazionali.