Caro-affitti, in Calabria incidenza tra le più basse: Vibo Valentia sotto il 20% del reddito
Un’analisi Cna rivela come il peso dell’affitto sugli stipendi vari sensibilmente tra Nord e Sud: mentre a Milano tocca il 65%, in Calabria i canoni risultano più accessibili

Il caro-affitti continua a incidere pesantemente sulle tasche degli italiani. Secondo un’analisi realizzata dall’Area studi e ricerche di Cna sui dati dell’Agenzia delle Entrate, in media il costo di un’abitazione in affitto assorbe il 43,7% della retribuzione netta di un operaio. Percentuali altissime si registrano nelle grandi città del Centro-Nord: a Milano si sfiora il 65%, a Firenze, Roma e Bologna si supera il 50%. Solo Torino e Napoli si attestano sotto la media nazionale, rispettivamente con il 37,8% e il 34,4%.
La Calabria tra le eccezioni positive
Se il quadro nazionale è segnato da rincari e difficoltà, la Calabria rappresenta una delle poche eccezioni. A Vibo Valentia, infatti, l’incidenza del canone d’affitto sul reddito netto di un operaio è inferiore al 20%, una delle percentuali più basse d’Italia insieme a Taranto, Alessandria, Isernia e Caltanissetta. Un dato che, se da un lato fotografa affitti più accessibili rispetto alla media nazionale, dall’altro riflette anche un mercato immobiliare meno saturo e una domanda abitativa più contenuta rispetto ai grandi centri urbani.
Le implicazioni sul mercato del lavoro
Cna sottolinea come il caro-affitti ostacoli la mobilità interna dei lavoratori, contribuendo alle difficoltà delle imprese nel reperire personale. A livello nazionale, la quota di assunzioni di difficile reperimento è passata dal 21,5% del 2017 a oltre il 50% nel 2023. In Calabria, nonostante la minore incidenza degli affitti, il problema resta legato alla carenza di competenze e a un tasso di disoccupazione ancora elevato, che limita la capacità di assorbimento delle nuove assunzioni.
Una leva per attrarre nuovi residenti
Il costo contenuto degli affitti potrebbe diventare per la Calabria un fattore competitivo. In una fase storica segnata dal rientro dei flussi migratori interni e dalla ricerca di una migliore qualità della vita, città come Vibo Valentia possono offrire un vantaggio concreto a chi sceglie di trasferirsi o restare. Affitti più bassi, paesaggi di grande pregio e possibilità di sviluppo nel turismo e nei servizi: elementi che, se accompagnati da politiche attive sul lavoro e formazione, potrebbero favorire un nuovo protagonismo del territorio calabrese.