Paolo Pappaterra
Paolo Pappaterra

Paolo Pappaterra è sindaco di Mormanno, nella zona del Parco del Pollino, noto per le sue iniziative volte a valorizzare il territorio interno e combattere lo spopolamento dei borghi rurali. Classe 1991, rappresenta una generazione di amministratori locali che ha cercato di coniugare la gestione quotidiana dei servizi pubblici con una visione politica più ampia, evidenziando l’importanza del radicamento nelle comunità montane. La sua attività ha attratto l’attenzione di osservatori regionali come esempio di “sindaco ribelle” per la sua capacità di farsi portavoce delle esigenze dei piccoli centri, spesso in contrasto con la politica tradizionale.

Leadership e visione politica nel Partito Democratico

Pappaterra non è solo un amministratore locale: è protagonista anche nel dibattito politico regionale. In diverse occasioni si è espresso in merito alle dinamiche interne del Partito Democratico in Calabria, criticando in modo netto alcune strategie e dichiarando apertamente che “il sistema fa schifo” rispetto alle modalità di selezione delle liste e alla gestione delle campagne elettorali. Queste posizioni, se da un lato rispecchiano la frustrazione di molti elettori per la percepita inefficacia delle forze politiche tradizionali, dall’altro hanno sollevato qualche critica interna al partito su un approccio da alcuni giudicato troppo conflittuale o poco costruttivo nel dialogo con gli alleati.

Impegno istituzionale e riconoscimenti oltre il Comune

Nel 2025 Pappaterra è stato nominato vicepresidente regionale dell’Uncem Calabria, l’Unione nazionale dei comuni, comunità ed enti montani, incarico che testimonia la fiducia che alcune istituzioni e colleghi amministratori locali ripongono nella sua azione. In questo ruolo ha l’opportunità di rappresentare non solo la sua Mormanno ma un insieme più ampio di realtà interne che affrontano sfide simili, come servizi pubblici, infrastrutture e sostenibilità delle aree montane.

Scelte politiche controverse e rinuncia alla candidatura

Una delle fasi più dibattute della sua carriera recente è stata la rinuncia alla propria candidatura alle elezioni regionali del 2025. Pappaterra ha spiegato che la decisione è maturata in un contesto politico segnato da scelte improvvise e accelerazioni nei tempi della campagna elettorale, situazione che lo ha portato a preferire un passo indietro per non compromettere la coesione politica. Questa scelta ha suscitato opinioni contrastanti: alcuni l’hanno interpretata come un atto di responsabilità, altri come un’occasione persa per dare voce alle aree interne in sede regionale.

Rapporto con la base elettorale e percezione pubblica

Pappaterra mantiene un dialogo serrato con cittadini e amministratori locali, affrontando temi come spopolamento, servizi sanitari, sanità territoriale e sviluppo sostenibile del territorio. Tuttavia, il suo stile diretto e talvolta critico ha generato reazioni miste: apprezzamento tra chi vede nella sua figura una rottura con la politica di sempre, e perplessità in chi ritiene che alcune dichiarazioni possano irritare interlocutori istituzionali o generare divisioni all’interno delle stesse forze politiche di cui fa parte.

Prospettive future e ruolo nel contesto calabrese

Nonostante le critiche e le scelte politiche impegnative, Pappaterra continua a essere una voce attiva nella politica calabrese, con una attenzione particolare al ruolo delle comunità interne e alla necessità di innovare il modo di fare politica. In un panorama regionale complesso e spesso polarizzato, il percorso di un amministratore giovane come lui riflette le tensioni e le speranze di una generazione che cerca di conciliare impegno locale, visione di sistema e capacità di dialogo oltre le critiche più dure.