La Sila si tinge di bianco: l'aria balcanica riporta la neve in Calabria
Un brusco calo termico segna il cambio di circolazione sulla regione, con fiocchi fino a 1300 metri
Una nuova fase atmosferica ha ufficialmente bussato alle porte della Calabria. Secondo le analisi degli esperti della pagina Facebook Stazione meteorologica Sant'Elia di Catanzaro, l’ingresso di correnti d’aria più fredda di origine balcanica ha modificato radicalmente il volto del meteo regionale. Questo afflusso ha determinato un netto cambio della circolazione: l’instabilità diffusa dei giorni scorsi ha lasciato spazio a condizioni meno perturbate, ma caratterizzate da un sensibile calo delle temperature.
I dettagli tecnici: lo zero termico si abbassa
Per comprendere l'entità di questo raffreddamento, bisogna guardare ai dati in quota. Nella serata di ieri, i sensori hanno registrato l'afflusso di masse d'aria con valori compresi tra 0°C e +1°C alla quota isobarica di 850 hPa (circa 1500 metri di altitudine). Questo parametro è fondamentale per i meteorologi, poiché rappresenta la "base" termica che permette alla neve di resistere durante la caduta senza trasformarsi in pioggia.
Neve in Sila: le località imbiancate
Grazie a questo raffreddamento in quota, la neve è tornata a fare la sua comparsa sull'altopiano della Sila, spingendosi fino ai 1300 metri. Già dalle prime ore di questa mattina, il paesaggio ha assunto tratti tipicamente invernali, seppur con accumuli che restano, per il momento, modesti.
Le nevicate sono state segnalate in diverse località chiave come Area silana centrale e crotonese: Lorica, Villaggio Palumbo, Tirivolo e zone limitrofe e l'Area del catanzarese e cosentino: Villaggio Mancuso, Camigliatello, Bocca di Piazza e Spineto.
Accumuli e dinamiche della perturbazione
Nei centri abitati si registrano attualmente pochi centimetri di manto bianco, mentre gli accumuli risultano leggermente superiori man mano che si sale verso le vette più alte. Si tratta di una dinamica classica per le configurazioni da est: meno precipitazioni estese e abbondanti, ma temperature sufficientemente basse da garantire il ritorno della "dama bianca" sui rilievi calabresi.