Funghi e tartufi, la Calabria accelera sulla filiera tra meno burocrazia e nuove opportunità
Via libera in Commissione Agricoltura alla proposta di legge che punta a valorizzare raccolta, turismo esperienziale ed economia delle aree interne
La Sesta Commissione del Consiglio regionale della Calabria ha approvato la proposta di legge dedicata al settore dei funghi e dei tartufi, un comparto considerato sempre più strategico per lo sviluppo delle aree interne e dell’economia legata alla natura e all’enogastronomia.
Il provvedimento introduce modifiche alla normativa regionale con l’obiettivo di rendere più semplice e moderna la gestione delle attività di raccolta e valorizzazione del settore. Tra i punti principali figurano l’aumento del quantitativo consentito per la raccolta e una significativa semplificazione delle procedure amministrative per cittadini e operatori.
Santoianni punta su turismo e sviluppo delle aree interne
Secondo la presidente della Commissione Agricoltura, Elisabetta Santoianni, la Calabria dispone di un patrimonio ambientale e naturalistico che può trasformarsi in una leva concreta di crescita economica e occupazionale.
Boschi, biodiversità e territori rurali rappresentano infatti, secondo la consigliera regionale, una risorsa capace di alimentare nuove forme di turismo esperienziale e attività legate alla valorizzazione dei prodotti del sottobosco. L’obiettivo è creare una filiera stabile in grado di generare reddito, nuove imprese e opportunità per i giovani che vivono nelle aree interne della regione.
“Più raccolta e meno burocrazia” per rilanciare il comparto
Santoianni ha spiegato che la semplificazione normativa non intende ridurre le tutele ambientali, ma costruire regole più efficaci e vicine alle esigenze reali dei territori e dei raccoglitori.
La proposta approvata in Commissione punta infatti a coniugare tutela del patrimonio naturale e sviluppo economico, favorendo investimenti collegati al turismo lento, all’agricoltura e alle attività outdoor. La consigliera ha infine sottolineato come la Calabria debba imparare a valorizzare maggiormente le proprie eccellenze, comprese quelle meno conosciute ma capaci di creare nuove prospettive di crescita e occupazione.